Le novità per i giovani imprenditori


La manovra appena varata dal governo ed il decreto sviluppo operano sicuramente dei tagli, necessari per reperire le risorse utili per centrare gli ambiziosi risultati di bilancio, ma si prefiggono anche di utilizzare delle risorse al fine di promuovere ed incentivare alcune realtà economiche.

In particolare i due strumenti legislativi mirano ad incentivare la ripesa dell’ occupazione, soprattutto a livello di auto imprenditorialità, e per farlo operano tre diversi interventi. Incentivi per chi investe in venture capital ( le società che in cambio della concessione dei prestiti ad imprese innovative, richiedono una parte delle quote societarie ed una parte di utili), credito di imposta per le assunzioni al sud Italia e misure agevolative fiscali per gli imprenditori di nuova costituzione( soprattutto se giovani under 35).

 Particolarmente appetibile potrebbe essere considerata la possibilità per i giovani imprenditori di usufruire del regime agevolativo fiscale che prevede il pagamento del 5 per cento di imposte sul reddito in luogo di irpef ed addizionali comunali e regionali. La norma prevede che per le aziende nate al 2008 sino ad oggi , la possibilità partire dal 2012 e per cinque anni consecutivi di pagare l’ imposta sostitutiva in luogo di tutte le imposte dovute. LA norma ottiene un plauso da tutti gli esperti del settore visto che l’ entrata in vigore di tale regime sostitutivo potrebbe generare un circolo virtuoso, come nel caso dell’ esperienza californiana di qualche tempo fa. Il paragone non è azzardato se si considera che nel caso di imprese innovative ( e ci riferiamo ad aziende che operano nel campo delle nanotecnologie e delle nuove energie rinnovabili ad esempio), per ogni posto di lavoro prodotto vengono generati almeno altri cinque posti di lavoro nell’ indotto.

Tuttavia non mancano le critiche. Infatti alcuni esperti pur apprezzando la lodevole iniziativa lamentano il fatto che tale imposta sostitutiva è poco attraente per i laureati a più elevata specializzazione. Questi infatti necessitano di capitali elevati per dare inizio ad un’ impresa realmente innovativa, e pertanto anche la struttura imprenditoriale deve essere adeguata. Appare infatti poco realistico che una nuova imprese operante in rami fortemente innovativi scelga di operare come una ditta individuale. La persona fisica è più idonea per servizi alle persone o comunque realtà poco innovative e dove il capitale umano non ha bisogno di molte conoscenze.

Particolarmente apprezzata è la norma, che riprende un direttiva comunitaria, che prevede incentivi di ogni ordine e grado per i finanziamenti a società di venture capital. Requisito è che queste società forniscano finanziamenti a nuove società operanti nel ramo innovativo e che siano possedute da persone fisiche. In molti auspicano che le agevolazioni vengano estese anche agli altri soggetti che operano con le start up ( come ad esempio le banche che devono fornire i finanziamenti necessari per l’ avvio dell’ attività).

Continua: Agevolazioni fiscali per i venture capital





Lascia una risposta