Le novità del post-Mercato Expandi


Introduzione

Fino allo scorso 22 giugno era in funzione il cosiddetto Mercato Expandi, un mercato azionario in cui si provvedeva alla quotazione di particolari categorie di titoli, soprattutto gli “small cap”, ovvero le società quotate con una bassa capitalizzazione (da qui il nome). Vediamo come è cambiato il panorama finanziario relativo a queste negoziazioni effettuando un confronto tra il Mercato Expandi e il suo sostituto attuale, l’Aim Italia (Alternative Investment Market).

 

La storia e il funzionamento del Mercato Expandi

A seconda della modalità di negoziazione che si andava ad effettuare nell’Expandi, gli strumenti finanziari venivano suddivisi e classificati in due categorie distinte: si tratta di classe 1 e classe 2. Nello specifico, la classe 1 era la categoria che ricomprendeva tutti quei titoli azionari per cui la società emittente nominava un apposito intermediario, il quale svolgeva la funzione di controparte tra i compratori e i venditori, favorendo in tal modo gli scambi. Per quanto poi riguarda gli orari di svolgimento della classe 1, essi erano fissati tra le 8 di mattina e le 16.35 del pomeriggio; si trattava di una procedura abbastanza articolata, e che constava di una fase d’asta iniziale, una fase di negoziazione continua e, infine, una fase di asta di chiusura che, come appunto dice il nome, rappresentava l’atto conclusivo della seduta stessa. Invece, nell’ambito della classe 2 erano ricompresi tutti quei titoli che erano privi dell’intermediazione: è ovvio che in tal modo, come il mercato di questi titoli presentasse una minore liquidità rispetto al mercato dei titoli di classe 1. Come si svolgevano sostanzialmente le contrattazioni all’interno del mercato dei titoli classe 2? Anzitutto, si apriva la seduta con la cosiddetta fase di “preapertura” (in pratica venivano immessi gli ordini di compravendita da parte degli operatori finanziari); facevano poi seguito la fase di validazione, in cui si procedeva alla verifica della compatibilità esistente tra gli ordini e i parametri di validità di borsa, la fase di apertura, in cui si eseguivano i veri e propri contatti, provvedendo ad abbinare le varie proposte del mercato e, infine , la fase di asta di chiusura. L’unico punto di contatto col mercato dei titoli classe 1 era rappresentato dall’orario, anche in questo caso compreso tra le 8 e le 16.30. I principali intermediari del Mercato Expandi erano soprattutto gli istituti di credito e le Sim. Per concludere poi la discussione su questo tipo di mercato citiamo anche i quattro requisiti necessari per accedere allo stesso: 1.una capitalizzazione minima di un milione di euro; 2.un flottante di minimo il 10% pari ad almeno 750.000 euro; 3.la pubblicazione degli ultimi due bilanci, con l’ultimo almeno sottoposto alla revisione contabile; 4.il possesso dei requisiti di profittabilità.

 

Le novità introdotte dall’Alternative Investment Market Italia

Come detto in precedenza, sono pochi giorni che il Mercato Expandi non è più attivo: in sua sostituzione è stato creato l’Aim Italia, il quale si rivolge principalmente alle piccole e medie imprese, che posseggono requisiti di accesso e di permanenza estremamente semplificati e poco costosi. L’Aim si rivolge soprattutto alle Pmi più dinamiche e competitive del paese, facendo leva soprattutto sulle conoscenze acquisite grazie all’Aim britannico, il mercato dedicato alle small caps. Aim Italia offre un’importante possibilità alle piccole imprese italiane: si può, grazie ad esso, accedere in maniera più efficiente e flessibile a un vasto novero di investitori internazionali. In questo modo, le Pmi possono avere accesso ai flussi di capitali più specializzati delle principali piazze finanziarie di tutta Europa. Come può essere definito l’Alternative Investment Market Italia? Senza dubbio si tratta di un Mtf, acronimo che sta per Multilateral Trading Facility, ovvero un mercato regolamentato dall’ente Borsa Italiana spa e, quindi, che non viene sottoposto a nessun tipo di vigilanza da parte dell’Autorità di Controllo. Quando si procede ad ammettere una determinata impresa all’Aim, non viene richiesta nessuna pubblicazione di prospetti informativi e, nelle fasi immediatamente seguenti, non è neanche richiesta la pubblicazione dei resoconti trimestrali di gestione. La figura principale e centrale di Aim Italia è sicuramente il Nominated Adviser (conosciuto anche con la sigla Nomad), il quale è il soggetto responsabile nei confronti di Borsa Italiana e che ha l’incarico di valutare l’appropriatezza della società ai fini dell’ammissione e, in seguito, di assistere la stessa, di guidarla in ogni passo, per tutto il periodo in cui vi sarà la sua permanenza sul mercato. Questo nuovo mercato, da poco funzionante al posto dell’Expandi, presenta tre ordini di vantaggi: A.la visibilità internazionale, dato che l’Aim Italia si propone a un sistema evoluto e avanzato di investitori internazionali, molto vasto e specializzato (una sorta di porta d’accesso al sistema finanziario europeo); B.la flessibilità regolamentare, in quanto tutto il funzionamento del mercato si basa su un regolamento assai flessibile, in modo da velocizzare tempi e costi per le imprese; C.l’orizzonte globale, visto che si può beneficiare attraverso di esso di una ampia visibilità a livello internazionale e della credibilità che può vantare l’Aim inglese nei suoi 14 anni di carriera.

 

 

SIMONE RICCI

Continua: Il mercato secondario dei titoli di Stato





Lascia una risposta