Le borse estere


Introduzione alle borse estere.

Sono ormai alcuni anni che i mercati borsistici internazionali hanno cominciato a muoversi in modo più sincrono e definibile dagli analisti e dagli operatori. Il panorama globalizzato della finanza internazionale offre in sostanza ampie possibilità di investimento, sia sui tradizionali e più raggiungibili mercati europei e mondiali (da Londra a New York, da Francoforte a Tokyo), sia sui mercati più “nuovi”, i quali fanno riferimento ai paesi e alle economie emergenti. Vediamo insieme come sono strutturate le principali borse mondiali.

La borsa di New York (il New York Stock Exchange).

Al numero 11 di Wall Street ha sede il mitico tempio della finanza internazionale. Il New York Stock Exchange è la borsa statunitense di maggiori dimensioni e quella in cui vengono quotati titoli azionari di innumerevoli società, obbligazioni e strumenti derivati. Essa è nata nel lontanissimo 1792 e, nel corso dei decenni, è via via divenuta il più grande mercato mobiliare del mondo, dove al giorno d’oggi sono quotate sia le grandi, medie e piccole aziende degli Stati Uniti, sia i principali gruppi industriali e finanziari dell’Europa e dell’Asia. Uno dei criteri fondamentali e più importanti che le imprese devono rispettare per operare nel listino della borsa di New York è quello della trasparenza: le società che non comunicano al pubblico le informazioni sulla loro attività hanno infatti poche chances di avere successo. Per poter essere ammessi a un listino così importante, oltre all’operatività effettiva dell’impresa, bisogna dimostrare la propria posizione e stabilità all’interno del settore economico di riferimento. L’indice di riferimento per poter valutare le performance della borsa di New York è il Dow Jones: questo indice è a sua volta suddiviso in tre tipologie diverse di indice (il Dow Jones Industrials, che riguarda i titoli industriali; il Dow Jones Transportations, che riguarda i titoli relativi ai trasporti; il Dow Jones Utilities, che è l’indice delle società dei servizi energetici ed idrici).

 

Nasdaq Stock Market.

Il Nasdaq (National Association of Securities Dealers Automated Quotation) ha da sempre rappresentato la borsa simbolo della “new economy” e rappresenta il sistema di quotazione telematica dei titoli che non vengono trattati nelle borse valori, ma che dispongono di un mercato apposito, che viene definito “over the counter”. Il Nasdaq è autogestito dall’associazione dei securities dealers e si compone di numerosi indici volti a misurare l’andamento dei titoli dei vari settori. Vediamo come sono strutturati i due indici principali.

Nasdaq Composite. È l’indice più noto ed è quello a cui si fa riferimento quando comunemente si parla di indice Nasdaq.

Nasdaq-100. Qesto indice si compone di 100 società non finanziarie ed è basato sulla capitalizzazione: la composizione dell’indice viene rivista mensilmente, per poter assicurare gli standard di diversificazione e capitalizzazione.

 

La borsa di Tokyo (Tokyo Stock Exchange).

Il listino storico della borsa di Tokyo è composto da quasi 200 titoli quotati, la cui capitalizzazione supera i 500 miliardi di yen. I problemi più rilevanti per quanto riguarda un investimento in tale borsa riguardano essenzialmente le commissioni: quest’ultime infatti vengono pagate due volte, al proprio intermediario e al broker locale. Il principale indice di riferimento del mercato borsistico giapponese è il Nikkei 225, il quale rappresenta un valore medio ponderato sul prezzo delle quotazioni azionarie di 225 società del Tokyo Stock Exchange, in base alle oscillazioni delle quotazioni indipendenti dal mercato.

 

L’area asiatica e del Pacifico.

Le piazze finanziarie di quest’area sono sicuramente Singapore, Hong Kong, Corea del Sud e Taiwan. La Stock Exchange of Hong Kong è una delle borse con le migliori performance e presenta ovviamente un legame molto forte con l’economia di Pechino. L’indice di riferimento di tale borsa è l’Hang Seng, che comprende una trentina tra i più importanti titoli quotati. Nel Taiwan Stock Exchange sono invece i titoli tecnologici a farla da padrone. Le società quotate a maggior capitalizzazione sono infatti la Taiwan Semiconductor Manufacturing e la United Micro Electronics. Il principale indice di riferimento è il Taiex. Il mercato borsistico della Corea del Sud è ancora molto sottovalutato dagli analisti: l’indice di riferimento del Korea Stock Exchange è il Kospi che si avvale di un mercato principalmente orientato “over the counter”. Infine, lo Stock Exchange of Singapore può contare su 370 aziende quotate e vanta una capitalizzazione di oltre 250 miliardi di dollari.

 

L’area africana.

La piazza borsistica di maggior rilevanza è il Johannesburg Stock Exchange: la borsa sudafricana è stato a lungo considerato uno dei mercati emergenti più promettenti, soprattutto per gli investimenti di medio-lungo termine. L’indice di riferimento di tale mercato è l’All Share Index 40, che riunisce i primi 40 titoli in listino.

 

La borsa di Londra.

Il London Stock Exchange, nata oltre due secoli fa, ha confermato negli anni la sua fortissima vocazione internazionale, potendo contare soprattutto su oltre 2800 società quotate. Il principale indice di riferimento è l’indice Ftse 100, calcolato in riferimento all’andamento dei 100 titoli più rappresentativi del listino britannico.

 

La borsa di Francoforte.

La Frankfurter Wertpapierborse concentra al proprio interno oltre l’80% degli affari mobiliari tedeschi: i titoli quotati sono oltre 3400. L’indice principale di riferimento è il Dax; il Dax 30 si basa essenzialmente sulle azioni delle 30 principali società tedesche quotate, ponderate in base alla loro capitalizzazione alla Fwb.

 

Simone Ricci per BorsaeDintorni.it

Continua: Nasdaq sopra i 4000 come nella New Economy





Lascia una risposta