Le assicurazioni sulla durata della vita


Introduzione

Quando si parla di assicurazioni sulla durata di vita, è molto utile andarne a considerare le principali problematiche attuariali. Nell’ambito di un contratto assicurativo di questo tipo, l’assicuratore si impegna a pagare delle somme prefissate (o che possono essere determinate in modo prefissato) al verificarsi di prestabiliti eventi relativi alla sopravvivenza di una o più persone (in questo senso, si parla anche delle cosiddette “teste” assicurate). A fronte di questo specifico impegno, l’assicuratore richiede un compenso, definito come “premio” di assicurazione e la cui entità dipende anche dalla modalità che è stata scelta per la relativa corresponsione: il premio in questione può essere versato in una soluzione unica alla stipulazione del contratto (si parla di premio unico), oppure rateizzato in maniera conveniente (si parla di premio periodico). Soprattutto per quel che riguarda questa seconda ipotesi, c’è da dire che è stato introdotto nel contratto assicurativo un nuovo elemento di aleatorietà, visto che la corresponsione ha luogo, ordinariamente, finché è in vita il soggetto che ha stipulato la stessa assicurazione.

 

Osservazioni sulle assicurazioni

La struttura tradizionale di un contratto di assicurazione sulla durata di vita prevede somme assicurate monetariamente prefissate. Sono state poi introdotte delle forme assicurative in cui le somme assicurate hanno dei valori inizialmente prefissati, ma soggetti ad una dinamica temporale determinata dall’evoluzione di indicatori economico-finanziari (il tasso di inflazione, il rendimento degli investimenti, gli indici di borsa…); l’aggancio a un particolare indicatore e i valori da questo assunti consentono di determinare, secondo uno schema prestabilito, il valore delle somme assicurate. Resta comunque escluso, dalle assicurazioni sulla durata di vita, un carattere “risarcitorio” che comporterebbe un legame tra l’importo pagato dall’assicuratore e un danno sofferto (ad esempio, una perdita di reddito causata dal decesso dell’assicurato). Oltre all’assicuratore, intervengono molti altri soggetti nel contratto di assicurazione: l’assicurato (o gli assicurati) alla cui durata aleatoria di vita si riferiscono gli eventi oggetto di assicurazione, il contraente (colui che stipula il contratto e paga il premio), il beneficiario (ad esso sono eventualmente pagate le somme assicurate). Può accadere, comunque, che due o tutte le tre citate parti coincidano e ciò in funzione della forma assicurativa e degli scopi per cui l’assicurazione è stipulata.

 

Le categorie di assicurazioni

È usuale ripartire le varie forme di assicurazione sulla durata di vita offerte sui mercati assicurativi in tre grandi categorie. Vediamole nel dettaglio. 1)Le assicurazioni in caso di vita. Esse hanno lo scopo di costituire una disponibilità finanziaria in caso di vita a una certa epoca; tali assicurazioni prevedono pertanto il pagamento, da parte dell’assicuratore, di un capitale se la testa assicurata riesce a raggiungere in vita una prefissata età o di una rendita che sarà corrisposta a partire da una prefissata epoca, a condizione però che il soggetto assicurato sia in vita. Solitamente, la rendita è “non temporanea” e dunque è pagabile per tutta la durata residua di vita. È usuale, in queste forme assicurative, che il contraente, l’assicurato e il beneficiario vadano a coincidere. Le rendite temporanee, inoltre, possono rispondere a degli scopi specifici, quali ad esempio il supporto finanziario a favore di un figlio per i periodi di studio o avviamento professionale; in tal caso, assicurato e beneficiario coincidono mentre il contraente è una diversa persona. 2)Le assicurazioni in caso di morte. Esse sono stipulate per coprire il rischio di morte (ad esempio del capofamiglia che percepisce il reddito) e relative conseguenze finanziarie; a tal fine, l’assicuratore paga ai beneficiari (ad esempio gli eredi) un capitale qualora il decesso dell’assicurato avvenga entro un fissato intervallo di tempo (assicurazioni temporanee) o in qualunque epoca esso avvenga (assicurazioni “a vita intera”); d’ordinario vi è coincidenza tra il contraente e l’assicurato. 3)Le assicurazioni miste. Si tratta di combinazioni di assicurazioni dei due tipi appena esaminati, tramite le quali si copre il rischio di morte e contemporaneamente ci si garantisce un capitale o una rendita in caso di vita; in tal caso, il beneficiario è, di solito, il contarente-assicurato in caso di vita e un terzo, ad esempio l’erede, in caso di morte. È implicito, tra l’altro, che nelle citate forme assicurative la prestazione dell’assicuratore dipende dalla durata aleatoria di vita in un’unica testa assicurata. Esistono tuttavia delle forme assicurative in cui la prestazione è funzione della sopravvivenza di un gruppo di teste, intendendo con ciò che la prestazione può essere legata, ad esempio, alla sopravvivenza di tutte le teste del gruppo, oppure alla sopravvivenza di almeno una.

 

Cenni sulla base tecnica

Per valutazione attuariale si intende il calcolo dei valori attuali attesi dei flussi del contratto assicurativo. Presupposto di ogni valutazione attuariale è dunque la fissazione del tasso annuo d’interesse, al quale sono attualizzate le prestazioni, ovvero del fattore annui di attualizzazione e della distribuzione di probabilità della durata aleatoria residua di vita. Il tasso di interesse e la distribuzione di probabilità della durata residua di vita costituiscono la cosiddetta “base tecnica”.

 

 

 

SIMONE RICCI

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