L’arbitro bancario finanziario


Introduzione

Quando si parla di Arbitro Bancario Finanziario, ci si riferisce in sostanza all’innovativo servizio per la collettività destinato a risolvere le controversie in sede stragiudiziale. Si tratta, pertanto, di un nuovo sistema di risoluzione delle controversie in materia finanziaria volto a rendere migliori e più efficienti i rapporti già in essere tra le banche, i clienti delle stesse banche e tutti gli altri intermediari finanziari.

 

Chi è e cosa fa l’Arbitro Bancario Finanziario

In pratica, l’Arbitro Bancario Finanziario non è propriamente una persona, come potrebbe suggerire il suo nome, ma un sistema di tipo extragiudiziale che provvede a offrire una alternativa molto più semplice, rapida ed economica rispetto a quanto viene invece offerto nell’ambito del normale ricorso al giudice ordinario. Dunque, possiamo sicuramente dire che l’Arbitro Bancario Finanziario è un organismo che gode di una propria indipendenza e imparzialità e che decide, di solito nel giro di pochi mesi, quali sono i soggetti che hanno ragione e quelli che invece hanno torto, sempre per quel che concerne le questioni di tipo finanziario. L’istituto che fornisce tutti i mezzi che sono necessari per il funzionamento completo dell’Arbitro è la Banca d’Italia. C’è anche da dire che il cliente può rivolgersi proprio all’Arbitro Bancario Finanziario in un momento successivo ai suoi tentativi di risolvere il problema economico/finanziario presentando direttamente una specifica istanza all’istituto di credito o all’intermediario finanziario con cui è sorta la controversia. Quindi, si tratta di una sorta di risoluzione di ultima istanza. Le decisioni che vengono adottate dallo stesso Arbitro, comunque, non sono in alcun modo vincolanti come invece accade nel caso del giudice ordinario, ma non si deve dimenticare che, nell’ipotesi in cui l’intermediario non rispetti queste decisioni, allora il suo inadempimento viene reso pubblico, pertanto vi sono delle conseguenze in questo senso. In aggiunta, nell’ulteriore ipotesi in cui il cliente non dovesse rimanere soddisfatto delle decisioni che sono state adottate dall’Arbitro, egli può in ogni caso rivolgersi sempre al giudice.

 

Su quali materie può decidere l’Arbitro Bancario Finanziario

Volendo fare una panoramica completa sulle materie che competono direttamente all’Arbitro Bancario Finanziario, si può dire che tutte quelle controversie che riguardano le operazioni e i servizi offerti dagli istituti di credito, oltre alle operazioni di tipo finanziario, come ad esempio le questioni relative ai conti correnti, ai mutui immobiliari e ai prestiti personali, sono i principali campi di intervento di questo sistema extragiudiziale. Però, vi sono anche dei limiti quantitativi da collegare a queste operazioni, visto che l’Arbitro interviene solamente nel caso in cui: 1)i prestiti e le altre operazioni arrivano fino a 100.000 euro, nel caso in cui il cliente dovesse chiedere una somma in denaro; 2)i prestiti e le altre operazioni non hanno limiti di importo, negli altri casi in cui viene a essere coinvolto il denaro.

 

Su cosa non può decidere l’Arbitro Bancario Finanziario?

Elenchiamo ora brevemente quali sono invece le materie su cui l’Arbitro Bancario Finanziario non può decidere, perché non di sua competenza. A)Non può decidere sulle controversie che riguardano i servizi e le attività di investimento, come possono essere ad esempio la compravendita di azioni o di obbligazioni, o ancora le operazioni in strumenti finanziari derivati, tutte materie queste che sono di specifica competenza del sistema di conciliazione e di arbitrato della Consob (la Commissione Nazionale per la Società e la Borsa). B)L’Arbitro, inoltre, non può decidere su quelle controversie che sono già all’esame di un giudice, di un arbitro o di uno specifico conciliatore. Il ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario è tuttavia possibile nell’ipotesi in cui una determinata procedura di conciliazione non dovesse andare a buon fine. C)L’Arbitro non può decidere, poi, sulle controversie che sono relative alle operazioni o ai comportamenti che recano una data anteriore al 1° gennaio del 2007.

 

Come si può ricorrere all’Arbitro Bancario Finanziario?

Il modo con cui presentare un ricorso all’Arbitro è abbastanza semplice. In effetti, è sufficiente compilare un apposito modulo (il quale è disponibile online sul sito internet di questo sistema extragiudiziale, ma è anche presente presso la Banca d’Italia o presso gli intermediari finanziari). Inoltre, si deve provvedere a versare un contributo relativo alle spese, il quale ammonta a 20 euro e che viene poi sottoposto a rimborso da parte dell’intermediario finanziario, nel caso in cui il ricorso viene accolto in maniera positiva. Questo ricorso, tra l’altro, può essere spedito alla segreteria tecnica del Collegio competente, oppure a una filiale della stessa Banca d’Italia. Può anche essere presentato fisicamente di persona nelle filiali che sono aperte al pubblico. L’Arbitro Bancario Finanziario si articola sostanzialmente in tre collegi (vale a dire quelli di Milano, Roma e Napoli) che hanno competenza per quel che concerne le relative fasce geografiche. Ogni collegio, poi, è composto da cinque membri: tre di questi sono designati dalla Banca d’Italia, tra cui il Presidente, mentre i restanti due vengono designati, rispettivamente, dalle associazioni dei clienti e degli intermediari.

 

 

 

 

SIMONE RICCI

Continua: Ricorsi Arbitro bancario e finanziario





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