La manovra finanziaria in primo piano

Continuano a ritmo serrato gli studi per individuare quali possibili iniziative possano rientrare all’ interno della maxi manovra finanziaria prevista entro la fine di Giugno. In particolare la manovra dovrebbe procurare i 45 miliardi di euro necessari per poter rispettare i vincoli imposti dalla comunità europea in materia di rapporto deficit pubblico / pil . Gli uomini del ministro Tremonti hanno già individuato alcuni canali da percorrere, come ad esempio i tagli alle spese della politica oppure azioni da effettuare in materia di tassazione delle rendite finanziarie.  Tuttavia si pensa anche ad altre iniziative come ad esempio aumentare l’ età della pensioni per le lavoratrici del settore privato. Allo studio una riforma che prevederebbe l’ aumento di un anno ogni due anni oppure un aumento più graduale con un aumento di un mese  ogni anno. Naturalmente è ancora presto per poter parlare di proposte definitive visto che occorrerà ascolta le varie parti sociali per capire quale sarà il provvedimento finale. In concreto La soglia di vecchiaia comincerebbe a salire solo dal 2015, o al più presto dal 2014, con un meccanismo molto graduale (soprattutto fino al 2019-2020 quando ci sarebbe un’accelerazione) che garantirebbe l’approdo a quota 65 anni non prima del 2025, ben oltre il 2020 o il 2022 immaginati dai tecnici del Tesoro. I due scenari avrebbero sicuramente effetti diversi sia in termini di incassi all’ erario sia per quanto riguarda gli effetti che procurerebbe.

Altro capitolo quello che prevede una stretta sui giochi on line , slot machines ed altri giochi illegali. Da tali provvedimenti l’ esecutivo conta di recuperare almeno 800 milioni di euro , ma entro il 2014 la stretta potrebbe generare introiti oltre i 3 miliardi di euro. Lo stato punta molto su tali tipo di iniziative ed infatti già recentemente ha tentato di dare una regolamentazione dei giochi on line, visto il moltiplicarsi di siti che offrivano scommesse e poker on line.  Quindi non solo diminuzione delle auto blu in dotazione ai politici e riduzione della spesa inerente la politica ma anche altri provvedimenti per il finanziamento della manovra di fine giugno ma anche per permettere la riduzione delle aliquote Irpef. La mini riforma fiscale che prevede infatti di portare a tre le attuali 5 aliquote costerà allo stato oltre 16 miliardi di euro. Per sopperire a tale mancanza di fondi si è pensato di intervenire sull’ Iva, aumentando le aliquote di un punto percentuale, ma anche qui occorrono altre manovre per permettere l’ introduzione della novità normativa.

In quest’ ottica sembra essere sicura la generale riduzione degli stipendi con il decurtamento del 5 per cento dei redditi statali che superano i 55.000 euro. Peraltro recentemente erano stati tagliati, sempre del 5 per cento, i redditi dai 90.000 ai 150.000 euro.

Borsa
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