La manovra colpisce anche i pensionati


Colpite anche le pensioni oltre all’ introduzione di una tassa per chi possiede auto oltre i 170 kw e al probabile blocco totale del turn over per quanto riguarda l’ assunzione di dipendenti pubblici.

In particolare per quanto riguarda le pensioni è stato previsto il blocco totale della rivalutazione delle pensioni che superano 5 volte la pensione minima ( parliamo quindi degli assegni pensionistici di oltre 2300 euro visto che la pensione minima è adesso di 476 euro) e un blocco parziale della rivalutazione per quanto riguarda chi percepisce una pensione compresa tra tre e cinque volte l’ assegno minimo. Pertanto chi ha una pensione di circa 1500 per il triennio 2012 – 2014 vedrà rivalutare la sua pensione soltanto per quanto riguarda il 45 per cento del suo ammontare.  Un taglio che garantirà alle casse erariali almeno 2,2 miliardi se si considera che il blocco è sino al 2014. La platea degli interessati supera i cinque milioni di pensionati e si attende il provvedimento definitivo per verificare se vi siano ancora delle modifiche a tale norma.

Per quanto riguarda sempre il settore previdenziale è stato anticipato al 2014  l’ aggancio al momento del pensionamento dell’ aspettativa di vita. Pertanto a partire da tale data si avrà uno slittamento di tre mesi per poter raggiungere l’ età pensionabile. Successivamente verrà revisionata periodicamente l’ aspettativa di vita ed aumentata di diretta conseguenza l’ età in cui sarà possibile andare in pensione. Il risparmio se si considera il periodo 2014- 2020 ammonterà ad oltre 1,9 miliardi di euro. Inoltre tale riforma è stata resa necessaria anche da recenti direttive europee oltre che dall’ aumento del deficit da parte dell’ istituto previdenziale pubblico.

Infine dal 2021 partirà il graduale innalzamento dei requisiti per ottenere la pensione di vecchiaia per le lavoratrici del settore privato.  Pertanto si otterrà una equiparazione tra lavoratrici del settore privato e lavoratrici del settore pubblico con un risparmio che nel decennio che va dal 2021 al 203 potrà superare anche i 13 miliardi di euro. Una manovra quindi di largo respiro che comunque getta le basi per il sistema previdenziale del futuro.

Critiche al riguardo le posizioni delle parti sociali che hanno lamentato il fatto che si va comunque a colpire delle classi di pensionati che non possono essere considerati abbienti, e che comune hanno già pagato con le proprie tasche quando si è verificata la crisi. L’ inps ha infatti già effettuato le simulazioni e sembra che a non essere colpiti dalla manovra saranno i pensionati che percepiscono sino a 1428 euro mensili. In questo caso le pensioni saranno rivalutate al 100 per cento. Per importi superiori a tale cifra e sino a 2380 euro si avranno invece rivalutazioni al 45 per cento. Oltre 2380 non si avrà alcuna rivalutazione.

Continua: La manovra penalizza gli statali





Lascia una risposta