La manova penalizza i redditi più bassi


A conti fatti sembra che la manovra peserà in maniera eccessiva sulle tasche delle famiglie italiane, sopratutto quelle a reddito più basso. In particolare il conto  potrebbe essere maggiormente salato ed arrivare sino a tre volte il conto medio per le famiglie che hanno redditi che non superano i 25.000 euro.

Circa otto italiani su dieci sono particolarmente insoddisfatti della manovra, e considerano il prelievo da 48 miliardi di euro come un surplus che dovranno pagare loro. Infatti la sensazione è che il pareggio effettivamente arriverà nel 2014 ma a pagare il conto saranno proprio gli italiani. Le insoddisfazioni maggiori sono dovute al fatto di percepire la manovra come di una legge che riguarderà più che altro le famiglie a basso reddito mentre saranno quasi del tutto lasciati indenni i politici o le varie caste.  Lo scenario viene tracciato dalla Cgia di Mestre che ipotizza quattro diverse città differenti ed anche soggetti diversi per quanto riguarda i redditi percepiti. La base però tiene conto delle modifiche correttive che apporterà la manovra e che prevede tagli orizzontali alle agevolazioni fiscali, aumenti sulle accise della benzina, imposte sulle assicurazioni,  tasse del 20 per cento sulle rendite finanziarie, oltre naturalmente ad un blocco generale delle rivalutazioni delle pensioni che riguarderà i redditi più alti.

Se si considera una città come Bologna occorre verificare l’ aumento per una famiglia media con due figli, reddito medio di 35.000 euro, con casa di proprietà ed un risparmio investito in Bot di circa 20.000 euro. L’ aumento annuale per tale tipologia di famiglia è pari a circa 888 euro annui, almeno stando ai dati della Cgia di Mestre. Per quanto riguarda invece n dirigente residente a Perugia con un reddito superiore ai 100.000 euro l’ aumento sarà superiore ai 1.900 euro circa un 5 per cento in più rispetto agli aumenti annuali. Naturalmente non si considerano gli aumenti dovuti a luce, acqua e gas, visto che in questi occorrerebbe aggiungere ulteriori 300 euro nel primo caso e 400 euro nel secondo.

Anche per famiglie di due componenti residenti in nord Italia ( Brescia in particolare) gli aumenti sono abbastanza significativi visto che si parla di circa 1.500 euro in più un più 12 per cento. Situazione leggermente migliore per un pensionato benestante che abita a Torino con una pensione levata , oltre 150.000 euro lordi annui. In questo caso l’ aumento è irrisorio, visto che si parla di circa 5 punti percentuali in più dovuti alla manovra finanziaria. Alla fine la manovra sembra scontentare tutti, visto che si richiedono sacrifici ma allo stesso tempo i costi della politica non sono stati tagliati. In sostanza gli aumenti produrranno oltre 1700 euro in più da pagare oltre  a 1.500 euro dovuti a rincari per le utenze.

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