La Borsa italiana: cos’è e come funziona


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La Borsa è un mercato regolamentato in cui vengono scambiate determinate merci, che possiamo definire “strumenti finanziari“. Le merci scambiate in Borsa sono soprattutto azioni, quote parte del capitale sociale di un’azienda, ma non solo. Rispetto al passato nella Borsa non vi è più nulla di fisico: il salone delle grida, gli agenti di cambio…sono un lontano ricordo e , ormai dal 1994, l’intero listino è informatizzato.

Cosa si può comprare in Borsa. Solitamente, quando si parla di Borsa, si pensa immediatamente alle azioni, ma la Borsa è in realtà un mercato diversificato, dove sono trattati strumenti finanziari sempre più complessi.

Proprio a causa di quest’ampia varietà di prodotti, si è reso necessario nel tempo ripartire la Borsa in più segmenti, secondo la logica di “un mercato per ogni tipologia di strumento finanziario“. Possiamo ora vedere quali sono i mercati regolamentati operanti nel nostro paese.

Borsa. A seconda dei prodotti finanziari scambiati, si articola in comparti operativi: 1) Azionario (MTA – Mercato Telematico Azionario), in cui si scambiano i titoli azionari quotati in Borsa. A sua volta, questo mercato si suddivide in: a. Blue Chip, b. Star, c. Standard, d. MTA International, e. MTF (Mercato Telematico dei Fondi). 2) SEDEX , 3) After Hours (TAH), 4) MOT (Mercato Telematico dei Titoli di Stato e delle Obbligazioni), 5) Contratti a premio (MTR), relativi ad azioni, obbligazioni convertibili, warrant quotati e diritti di opzione, 6) IDEM (Italian Derivates Market).

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Nuovo Mercato. È un mercato che si rivolge alle imprese dotate di maggiori contenuti innovativi e con alte prospettive di crescita. Permette inoltre di dare una forte visibilità europea alle imprese quotate, in quanto il Nuovo Mercato fa parte del circuito Euro.NM, alleanza di mercati azionari per le imprese innovative.

Mercato ristretto. È il mercato in cui vengono negoziate azioni, obbligazioni e warrant che non sono ammessi alle contrattazioni ufficiali di Borsa: tale mercato presenta infatti criteri di ammissione alle quotazioni meno severi rispetto al mercato principale, ma offre comunque all’investitore le stesse garanzie del mercato maggiore.

IDEM (Mercato Italiano dei Derivati). Nell’IDEM vengono trattati gli strumenti derivati come i contratti futures e i contratti di opzione aventi come attività sottostante strumenti come i tassi di interesse, valute…

Mercato dei blocchi. In esso troviamo pacchetti di azione, appunto “in blocco”, ovvero con quantitativi così alti che la loro negoziazione sul mercato azionario principale uno spostamento delle quotazioni (verso l’alto in caso di un grosso ordine di acquisto, verso il basso in caso di vendita): per evitare questa situazione è stato previsto di scambiare questi pacchetti in tale mercato.

Terzo Mercato. È un mercato non regolamentato ed infatti le contrattazioni, infatti, avvengono “spontaneamente” in un locale presso Piazza Affari, dove gli intermediari si scambiano titoli non ancora quotati nel mercato regolamentato.

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Come si opera . Ognuno dei mercati che abbiamo appena elencato ha propri orari e modalità di negoziazione, ma comunque vi sono linee di fondo che accumunano tutti i mercati. Vediamole.

Contrattazioni telematiche. Tutte le transazioni passano sul sistema telematico: esso è caratterizzato da elaboratori e terminali che collegano i vari operatori, assicurando che in tal modo vi sia la necessaria unicità del mercato, con uguale capacità di utilizzo, accesso e diffusione delle informazioni.

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Proposte di negoziazione. In ogni mercato le proposte di negoziazione vengono espresse attraverso i diversi strumenti finanziari che si intende trattare, oltre alla quantità e le condizioni di prezzo. Tali proposte sono ordinate, per ogni strumento finanziario, in base al prezzo (decrescente se in acquisto, crescente se in vendita) e in base alla priorità temporale determinata dall’orario di immissione.

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Come si scambiano i titoli. La negoziazione si suddivide in varie fasi.

  1. Pre-Apertura. Il sistema calcola e aggiorna in tempo reale il prezzo teorico di apertura determinato in maniera generale come il prezzo con cui può essere negoziato il maggior quantitativo di strumenti.
  2. Validazione. È la fase in cui, se il prezzo teorico viene considerato valido, quest’ultimo viene assunto come prezzo di apertura per la conclusione dei contratti.
  3. Apertura. In questa fase si concludono i contratti al prezzo di apertura. È l’unico momento in cui esiste un prezzo fisso, quello di apertura appunto.
  4. Negoziazione continua. È la fase di compravendita vera e propria: i contratti vengono conclusi mediante abbinamento automatico di proposte di segno contrario
  5. Conclusione dei contratti. Tutti i contratti conclusi vengono registrati in un apposito archivio elettronico, corredati da informazioni come l’orario di esecuzione, quantità e prezzo.
  6. Liquidazione dei contratti. I contratti vengono liquidati, ossia regolati, giornalmente.

Dove andare per investire in Borsa. Le possibilità, per chi vuole investire parte dei propri risparmi in Borsa, sono: 1)essere un investitore individuale e agire in piena autonomia (attraverso il trading (come ad esempio trading di valuta o forex), lo strumento più immediato e meno costoso; appoggiandosi alla propria banca); 2)scegliere la strada del risparmio gestito, affidandosi a un professionista dell’investimento (si possono sottoscrivere quote di un fondo o affidarsi a una gestione patrimoniale)

Il 58,6% delle famiglie ha meno soldi

I costi. Detto che il Trading online è uno degli strumenti più vantaggiosi da questo punto di vista, vediamo quali costi possono comportare le varie scelte dell’investitore.

1. Banca: i costi sono più elevati rispetto al trading online, dato che la struttura e il personale vanno remunerati.

2. I fondi. Chi decide di far da sé, riesce forse a risparmiare qualcosa sulle commissioni, ma deve mettere in conto la possibilità che gli investimenti siano meno redditizi del previsto. Affidarsi a esperti del settore offre di sicuro maggiori garanzie, ma aumentano di conseguenza i costi. Anche quei fondi che non prevedono commissioni, includono comunque quelle di gestione.

3. Gestioni patrimoniali. Chi vuole una gestione più personalizzata del proprio portafoglio può affidarsi alle gestioni patrimoniali, ma in questo caso le commissioni sono ancora più elevate le commissioni.

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Simone Ricci per BorsaeDintorni.it

Continua: Sedex – Mercato telematico dei Securitised Derivates





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