Iva stangata in arrivo

Filomena Spisso
  • Autore - Laurea in scienze politiche

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L’aumento dell’Iva sarà una stangata compresa tra 100 e 200 euro a famiglia ed una delle cause principali di chiusura di molte attività.

Questo è lo scenario previsto dall’innalzamento dell’aliquota dell’imposta dal 21 al 22%, fissato per il primo luglio.

Secondo indiscrezioni provenienti da palazzo Chigi, il governo guidato da Enrico Letta sembra orientato a lasciare invariata la normativa relativa all’aumento dell’imposta.

A tal proposito le associazioni dei consumatori hanno iniziato a fare i conti: la crescita dei prezzi legati all’aumento di un punto percentuale dell’Iva, potrebbe provocare una maggiore spesa di 135 euro l’anno e la cessazione di 26 mila esercizi commerciali in tutta Italia entro la fine del 2013.

Il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, ha chiesto esplicitamente al governo Letta di evitare un ulteriore aggravio sui consumi.

Secondo invece quanto diffuso dalla Cgia di Mestre, l’aumento di un punto dell’Iva comporterà aggravi per le famiglie italiane pari a 2,1 miliardi di euro nel 2013 e ben 4,2 miliardi nel 2014.

La Cgia prevede che per un nucleo composto da quattro persone, l’incremento medio annuo sarà pari a 103 euro.

I settori più colpiti in seguito alla crescita dell’Iva saranno quello dei carburanti, dell’abbigliamento, delle calzature e quello relativo all’acquisto di mobili ed elettrodomestici.