Istat: segnali di ripresa ma non al Sud

Istat: Centro-Nord in ripresa, arranca il Sud

Il Rapporto Istat 2015 scatta la fotografia di un Paese che sta cercando faticosamente di uscire dalla crisi, con i segnali non sono uniformi sul territorio. Una crescita che si concentra soprattutto nel Centro e nel Nord, mentre il Sud è ancora in difficoltà.

Per quanto riguarda le famiglie, per la prima volta dal 2008 il potere di acquisto è tornato stabile e i consumi sono aumentati dello 0,3 per cento. Lo stato di sofferenza perdura ancora per le famiglie con almeno tre figli minori o nuclei con disoccupati.

Con riferimento alle imprese, anche qui si registrano i primi segnali positivi, con il 2014 che evidenzia che un’impresa su due del comparto manifatturiero (con almeno 20 addetti)  ha aumentato il fatturato di almeno lo 0,8 per cento.

L’occupazione è tornata a crescere nel 2014, ma con riguardo soprattutto ai lavoratori con più di cinquanta anni, gli stranieri e le donne. Ad esempio, il tasso di occupazione degli ultracinquantenni, a quota 54,8 per cento, è cresciuto del 7,7 per cento negli ultimi sei anni.

Continua a crescere la disoccupazione di lunga durata, con gli inattivi che arrivano a toccare quota 1,6 milioni, ovvero 627.000 unità in più rispetto al 2008.

Il Sud, come anticipato, rimane indietro, con i segnali positivi che riguardano principalmente il Centro-Nord. Un dato su tutti: il reddito è più basso del 18 per cento rispetto alla media nazionale con picchi, in alcune aree, del 30 per cento.

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