Investire alle Poste


Gli investimenti postali

Oltre ai pronti contro termine e ai certificati di deposito, gli italiani hanno spesso mostrato la loro “passione” nei confronti degli investimenti postali. Anche in questo caso si tratta di un investimento che si addice a chi ha totale avversione al rischio, con la differenza, però, che il periodo temporale è molto più lungo. In questo caso gli interessi offerti non sono molto lontani da quelli dei titoli di Stato a lunga scadenza. Come visto nel caso dei titoli di Stato, nell’investimento postale gli investitori non fanno altro che prestare il proprio denaro allo Stato: il tutto con il vantaggio di potersi appoggiare sull’ufficio postale, un luogo con cui il cittadino ha familiarità e che frequenta già per altri motivi sganciati dal risparmio. Grazie soprattutto alla sempre più marcata vocazione “bancaria” degli sportelli postali negli ultimi anni, i risparmiatori hanno potuto apprezzare e riscoprire questo tipo di investimento. Così, se un tempo si andava alle Poste solamente per aprire un libretto di risparmio o sottoscrivere un buono fruttifero, oggi ci si rivolge ad esse anche per acquistare titoli di Stato o azioni, per sottoscrivere una polizza vita o cambiare valuta.

 

I libretti postali

Il libretto postale è il modo più classico di investire in Posta. L’apertura di un libretto postale in cui depositare e prelevare denaro è un’operazione molto semplice. Non sono previsti costi di apertura, deposito, gestione e prelievo; essi cessano di essere fruttiferi, trascorsi cinque anni dall’ultima operazione annotata se il credito è pari o inferiore a 250 euro. L’aliquota che grava sui libretti postali è del 27%: alla convenienza sul fronte delle spese si aggiunge il fatto che si tratta di un investimento che garantisce in ogni momento la massima liquidità. Si possono infatti effettuare versamenti e prelievi senza limitazione alcuna. I libretti postali possono essere suddivisi in due diverse tipologie: 1) liberi, che a loro volta si distinguono in nominativi (le operazioni possono essere effettuate solamente dal titolare del libretto), e al portatore (chiunque può effettuare tutte le operazioni); 2)speciali, ovvero quei libretti riservati agli italiani all’estero (possono essere solo nominativi). La differenza principale risiede nel fatto che i libretti nominativi possono essere emessi da qualsiasi ufficio postale, mentre quelli al portatore soltanto dagli uffici autorizzati.

 

Buoni postali fruttiferi

I buoni postali fruttiferi sono una forma di investimento a medio-lungo termine. Un tempo molto gradita ai risparmiatori in considerazione degli elevati tassi di interesse garantiti, è oggi molto meno diffusa. Esistono varie categorie di buoni postali fruttiferi: A)i buoni ordinari, i quali consentono di poter prelevare in qualsiasi momento il capitale versato e presentano un tasso di remunerazione che aumenta col passare degli anni; B)i buoni a termine, che invece si caratterizzano per il fatto che possono essere ritirati solo in due momenti precisi e predeterminati della loro vita (essi offrono una remunerazione più elevata rispetto ai buoni ordinari). I buoni fruttiferi sono sostanzialmente dei titoli di credito nominativi rimborsabili a vista: non è però previsto il rimborso parziale.

 

Perché investire in Posta

L’investimento in strumenti finanziari emessi dalle Poste ben si addice a chi ha avversione al rischio. L’unico pericolo che si corre è una modifica retroattiva dei tassi di interesse che possa prevedere condizioni meno favorevoli rispetto a quelle iniziali di sottoscrizione. Per il resto, le opportunità di guadagno sono sicuramente modeste, ma altrettanto modeste sono anche le spese necessarie per questo tipo di investimento. Oggi il rilancio del risparmio postale passa attraverso nuovi prodotti, decisamente più “moderni” e al passo con i tempi, in grado di soddisfare meglio le mutate esigenze dei risparmiatori.

 

Il conto banco posta

Introdotto circa dieci anni fa, il conto Banco Posta è un vero e proprio conto corrente postale che offre, a prezzi estremamente ridotti, le stesse possibilità di un qualunque altro conto corrente bancario. Il punto di forza di questo conto corrente bancario è quello di poter contare su una rete molto ampia di sportelli postali presenti in ogni comune italiano: tali sportelli, oltre ad essere numerosi e omogeneamente distribuiti lungo tutta la penisola, offrono alla clientela un orario di apertura al pubblico più lungo rispetto a quello della banca. Le spese di tenuta conto annuali sono pari a 30,99 euro e le registrazioni in conto sono gratuite in numero illimitato (è dovuta l’imposta annuale di bollo stabilita per legge). Non sono previste spese di apertura, chiusura e soprattutto di gestione del conto. Una particolarità interessante del conto Banco Posta è poi data dal fatto che esso consente l’utilizzo degli assegni, di una sorta di bancomat, il cosiddetto Postamat Maestro e di una carta di credito. Collegandosi inoltre al sito delle Poste si può usufruire di Banco Posta online, un servizio molto utile che permette di trovare molte informazioni sul “pianeta” delle Poste, ma si può anche operare sul proprio conto, controllando il saldo o effettuando nuovi movimenti, o ancora pagare i bollettini di conto corrente premarcati (quelli, ad esempio, relativi alle utenze).

 

 

Simone Ricci per BorsaeDintorni.it

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