Il Rating negli investimenti


Introduzione

La domanda più banale, ma forse anche la più importante per cominciare questa trattazione è una: che cos’è esattamente il rating quando si va a parlare di finanza? Il rating, in pratica, è un giudizio molto sintetico, che di solito viene espresso con delle lettere alfabetiche, sulla capacità della società emittente di rimborsare il capitale e corrispondere le cedole (vale a dire gli interessi) a seguito dell’emissione di obbligazioni. Si perviene a questo specifico giudizio andando ad applicare un modello statistico ad una serie di informazioni sull’azienda, tra le quali: 1)i dati di bilancio; 2)i dati mandamentali, ovverosia quelli che riguardano le modalità di utilizzo da parte dell’impresa dei fidi che sono concessi dal sistema bancario; 3)i dati di tipo qualitativo.

Le caratteristiche del rating aziendale

Come è ben noto, un titolo obbligazionario (o bond) rappresenta un credito che il soggetto investitore detiene nei confronti di una società, di una banca o di un ente di tipo governativo ed è quindi soggetto al rischio che quest’ultimo non sia in condizioni di pagare le cedole o ancora, nei casi più gravi e delicati, di rimborsare il capitale aziendale. Ne deriva, di conseguenza, che l’acquisto di un titolo obbligazionario deve necessariamente essere preceduto da un’accurata analisi delle condizioni di stabilità economico-finanziaria-patrimoniale di chi provvede a emetterlo, proprio come fa un istituto di credito primo di concedere un finanziamento a un’impresa o a un privato. Purtroppo, la mancanza di tempo, delle informazioni essenziali o più semplicemente la non totale padronanza di bilanci o dati contabili fanno sì che la maggioranza degli investitori non disponga delle risorse sufficienti per svolgere l’analisi del merito di credito della società che ha emesso le obbligazioni stesse. Per tale ragione sono nate le agenzie di rating, delle società che come attività principale hanno proprio quella di analizzare la solidità finanziaria dei soggetti che emettono le obbligazioni. Si tratta pertanto di entità che vanno a valutare la qualità creditizia delle imprese, degli stati, dei governi nazionali e sovranazionali, esprimendo il loro giudizio sotto forma di report e di un sintetico indicatore, il quale viene detto per l’appunto rating.

Le agenzie di rating

Le tre più grandi e rinomate agenzie di rating dal punto di vista internazionale sono le americane Standard & Poor’s e Moody’s e la francese Fitch. Il punteggio di rating si esprime in una scala che va dai valori massimi, i quali sono attribuiti ai governi dei paesi più solidi e industrializzati o a quegli enti sovranazionali di maggiore spicco, come la Banca Europea degli Investimenti (conosciuta anche con la sigla Bei), a valori minimi di governi come quello dell’Argentina, il quale si trova ancora in una fase in cui il debito totale deve essere ristrutturato. I simboli con cui di solito si esprime il loro giudizio, come è stato già accennato in precedenza, sono sempre delle lettere dell’alfabeto. Volendo riassumere, in estrema sintesi, i principali rating sul merito di credito, suddividiamo il tutto a seconda delle due agenzie statunitensi. A)Moody’s: il livello di rating delle obbligazioni va da Aaa (massima affidabilità, con i paesi o le società valutati con un eccellente grado di solidità: i tipici esempi in questo senso sono forniti dagli Usa e dalla Svizzera) fino a Baa2 (discreta affidabilità). Lo speculative grade, invece, rappresenta la soglia al di sotto della quale si va a rischiare: si passa da Ba1 (sufficiente affidabilità, l’inizio della zona a maggior rischio) a Caa3 (grandissimo rischio di insolvenza, con le cedole che in genere sono superiori ai dieci punti percentuali). 2)Standard & Poor’s. Le descrizioni sono le stesse viste per Moody’s, cambiano soltanto le lettere del giudizio: in relazione all’investment grade, si passa da AAA a BBB, mentre il grado speculativo comincia da BB+ per terminare nel massimo grado di insolenza con CCC-. Tutti i titoli che hanno almeno una probabilità su quattro (25%) di andare in default entro i prossimi quindici anni sono considerati “speculative grade”, vale a dire delle obbligazioni spazzatura (o “junk bond”) e sono i titoli più rischiosi, ma che offrono anche delle cedole molto sostanziose. Invece, i titoli che hanno un rating superiore a BBB- rientrano nella categoria degli “investment grade”, cioè qualità da investimento. Tale scala può essere confrontata su diversi paesi e su tutti i mercati. Si può distinguere tra “rating di un emittente”, che fornisce una valutazione globale della solvibilità di una determinata società e “rating di un’emissione”, il quale valuta la capacità di una specifica emissione obbligazionaria di rimborsare il capitale e gli interessi. Infatti, dal momento che le varie obbligazioni di uno stesso emittente possono differire in termini di scadenza e garanzie, si può verificare il caso in cui sia più probabile che ne vengano pagate in modo puntuale alcune rispetto ad altre. Il monitoraggio e la valutazione delle società è comunque continuo, il che può portare a delle periodiche variazioni in miglioramento o in peggioramento.

 

 

SIMONE RICCI

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COMMENTI

  • iLoveTrading - -

    Che dire…probabilmente il miglior articolo che parla di rating che ho letto oggi sul web. Complimenti 😉

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