Il piano di gestione del marketing territoriale


Introduzione

La valutazione delle valenze ecologiche e l’individuazione dei fattori di maggior impatto permettono di identificare gli obiettivi gestionali generali e di dettaglio, gli obiettivi conflittuali con il contesto socio-economico e di definire le priorità di intervento. L’obiettivo generale del Piano di Gestione del SIC /ZPS è quello di assicurare la conservazione degli habitat e delle specie vegetali e animali di interesse comunitario, prioritari e non, garantendo, con opportuni interventi di gestione, il

mantenimento e/o il ripristino degli equilibri ecologici che li caratterizzano e che sottendono alla loro conservazione. Gli obiettivi specifici individuati devono essere descritti, indicando i tempi necessari al loro raggiungimento. Tali obiettivi devono esser espressi in modo chiaro e realistico, nonché in modo semplice affinché possano essere facilmente comprensibili anche ai non addetti ai lavori. Nell’individuazione degli stessi si deve tener presente che per la salvaguardia delle risorse naturali e dell’integrità ecologica all’interno del SIC /ZPS è necessario:

mantenere e migliorare il livello di biodiversità degli habitat e delle specie di interesse comunitario per i quali il sito è stato designato;

– mantenere e/o ripristinare gli equilibri biologici alla base dei processi naturali (ecologici ed evolutivi);

– ridurre le cause di declino delle specie rare o minacciate ed i fattori che possono causare la perdita o la frammentazione degli habitat all’interno del sito e nelle zone adiacenti;

– tenere sotto controllo ed eventualmente limitare le attività che incidono sull’integrità ecologica dell’ecosistema;

armonizzare i piani e i progetti previsti per il territorio in esame;

– individuare e attivare i processi necessari per promuovere lo sviluppo di attività economiche eco-compatibili con gli obiettivi di conservazione dell’area;

– attivare meccanismi socio-politico-amministrativi in grado di garantire una gestione attiva ed omogenea del SIC /ZPS.

Per valutare lo stato di conservazione degli habitat e/o delle specie presenti nel sito, bisogna stabilire parametri e indicatori che siano in grado di quantificare lo stato degli habitat e delle specie, evidenziare variazioni, effettive o stimate, allo scopo di valutare uno stato di degrado, uno stato di mantenimento o di miglioramento delle condizioni prese in esame.

 

Le strategie da prendere in esame

Una volta definiti gli obiettivi del Piano di Gestione, in termini di miglioramento dello stato di conservazione della biodiversità di interesse comunitario, devono essere definite le strategie per il loro conseguimento. Queste dovranno essere calibrate sulla base degli obiettivi specifici definiti dal

piano derivati dalla caratterizzazione del sito e dalle esigenze ecologiche degli habitat e delle specie in esso contenute. In generale, per promuovere una maggiore tutela degli habitat di interesse comunitario è necessario attuare, ad esempio, le seguenti strategie di gestione:

predisposizione di interventi boschivi con criteri selvicolturali naturalistici;

– salvaguardia delle serie di vegetazione coerenti con la vegetazione potenziale;

– mantenimento di radure per favorire la diversità ambientale anche in relazione alle esigenze della fauna;

mantenimento ed incentivazione delle pratiche agricole, compatibili con la tutela della biodiversità sia nell’area del SIC/ZPS che nelle aree limitrofe;

– regolamentazione delle attività di pascolo e ove necessario evitarne l’abbandono totale per limitare la ripresa delle successioni dinamiche che porterebbero alla scomparsa degli habitat prativi;

sviluppo di strategie tali da limitare il disturbo antropico;

– predisposizione di misure di regolamentazione dei flussi turistici e delle attività di fruizione;

– sviluppo di strategie per la sostenibilità socio-economica, che non interferiscano con la conservazione della biodiversità presente nel sito.

 

Gli interventi più frequenti

Per l’attuazione delle strategie di gestione dovranno essere individuati interventi di gestione, ovvero azioni concrete di tutela per la conservazione, il ripristino e la valorizzazione delle componenti ambientali, assieme all’individuazione di specifici indicatori per il monitoraggio per la verifica dell’attuazione del piano. Gli interventi dovranno essere raggruppati secondo le strategie che essi perseguono e sintetizzati in schede riportanti modalità realizzative tecnico-operative, costi, tempi di realizzazione, soggetti coinvolti nella fase di realizzazione, risorse necessarie e tutte le ulteriori informazioni sufficienti a chiarirne le modalità di realizzazione. Per una maggiore omogeneità e facilità di attuazione, gli interventi andranno distinti in straordinari, ovvero da eseguire una sola volta (azioni di recupero e ripristino), e in ordinari, ovvero da ripetersi periodicamente (periodicità intesa come annuale o stagionale), così come in materiali, ovvero consistenti in azioni concrete sul

territorio, e immateriali, ovvero consistenti in azioni immateriali (ad es. campagne di informazione, accordi, ecc.). Per ciascun intervento dovranno essere definiti indicatori specifici, idonei per valutarne gli effetti sullo stato di conservazione degli habitat e delle specie di interesse comunitario, l’eventuale diminuzione dei fattori di minaccia e il grado di raggiungimento degli obiettivi. Tali indicatori dovranno essere oggettivi, realistici e misurabili, caratteristiche essenziali per una corretta valutazione del Piano. L’identificazione delle priorità di intervento va effettuata sulla base degli elementi emersi dalla fase conoscitiva e dal Piano di Gestione, relativamente agli interventi di sostenibilità ecologica e socio-economica. I criteri per la classificazione degli interventi sono i seguenti: la programmazione delle attività deve tenere conto anche della loro fattibilità a breve, medio e lungo termine.

 

 

SIMONE RICCI

Continua: La rete natura 2000





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