Il mercato secondario dei titoli di Stato


Come funziona il mercato secondario.

Proseguiamo la nostra trattazione relativa ai titoli di Stato: come già spiegato, l’acquisto di tali titoli sul mercato primario non rappresenta l’unica possibilità per sottoscrivere Bot e Cct. Il risparmiatore può infatti anche andare in Borsa ad acquistare titoli pubblici; in questo caso, però, non comprerà titoli di nuova emissione, ma dovrà ripiegare su titoli di precedenti emissioni. Forse anche per la mancanza di dimestichezza con cui i risparmiatori si sono rapportati alla Borsa, negli anni la via privilegiata è stata quella di sottoscrivere dei titoli al momento dell’asta, con successivi rinnovi alle aste seguenti, man mano che i titoli stessi giungevano a scadenza. Col passare del tempo però tale dimestichezza è aumentata e anche l’investimento tradizionale in titoli di Stato ha assunto nuove forme, come appunto l’acquisto in un’ottica più speculativa effettuato in Borsa.

 

La coesistenza di due mercati.

A differenza degli altri strumenti finanziari, per i titoli di Stato esistono due distinti mercati di contrattazione: il Mot, ovvero il mercato al dettaglio gestito da Borsa Italiana Spa e l’unico in cui possono operare i singoli risparmiatori, e l’Mts, che è il mercato all’ingrosso, ovvero quello in cui hanno accesso solo gli investitori istituzionali. Questa esigenza è dettata dal fatto che i titoli di Stato sono strumenti molto diffusi non solo tra i piccoli investitori, ma anche tra gli investitori istituzionali: la presenza di due mercati garantisce la massima liquidità di tali titoli, ossia la possibilità di un rapido smobilizzo da parte di chi ha piccole somme investite e da parte di chi gestisce patrimoni più consistenti

 

I vantaggi per i risparmiatori.

Gli operatori che danno vita all’Mts sono in gran parte gli stessi che poi operano anche sul Mot. I prezzi quindi tra i due mercati per uno stesso titolo non hanno grosse variazioni. Il vantaggio per il risparmiatore è dunque legato alla possibilità di acquistare titoli sul Mot che hanno prezzi in linea con quelli del mercato all’ingrosso. In altre parole, chi scambia modesti quantitativi di titoli sul Mot ha più o meno lo stesso trattamento dei grandi investitori che scambiano grosse cifre sull’Mts.

 

Il mercato al dettaglio dei titoli di Stato.

Il Mot, ossia il Mercato delle obbligazioni e dei titoli di Stato, è quel comparto della Borsa in cui vengono trattati contratti di compravendita relativi a titoli di Stato e obbligazioni non convertibili. Il Mot è nato nel 1994 come mercato al dettaglio dei titoli di Stato, dopo l’unificazione di dieci Borse valori fino ad allora operanti in Italia

 

Cosa viene trattato al Mot.

A seconda della tipologia di titoli trattati, il Mot si suddivide in diversi segmenti di mercato: 1) Bot, Btp, Cte e Ctz; 2) Cct e Cto; 3) Obbligazioni in euro; 4) Obbligazioni in valuta estera. Borsa Spa stabilisce dei lotti limiti di contrattazione per i singoli titoli, fissati in base alle esigenze di funzionalità del mercato. I contratti stipulati al Mot sono regolati: a. il terzo giorno di Borsa aperta successivo alla loro stipulazione, qualora si tratti di obbligazioni o titoli di Stato diversi dai Bot; b. il secondo giorno di Borsa aperta successivo alla loro stipulazione qualora si tratti di Bot.

 

Modalità di negoziazione.

La negoziazione prevede sostanzialmente due diverse modalità: 1) asta di apertura, a sua volta articolata in tre diverse fasi (selezione degli strumenti finanziari – fase di pre-asta preventiva e di asta preventiva; determinazione del prezzo di apertura – fase di pre-asta definitiva; conclusione dei contratti – fase di asta definitiva); 2) negoziazione continua. Mentre sull’Mts la negoziazione avviene nella sola modalità della contrattazione in continua, sul Mot essa consta di due fasi: una fase di apertura ed una fase di negoziazione continua.

 

Il mercato all’ingrosso dei titoli di Stato.

L’Mts, ovvero il Mercato Telematico dei titoli di Stato, è il mercato all’ingrosso di tali titoli: le negoziazioni su questo mercato sono escluse al pubblico dei risparmiatori e sono di esclusiva competenza di un’organizzazione di operatori ben definiti. Tre sono le categorie di operatori che operano su questo mercato. I primary dealers (definiti anche come operatori principali) sono “market makers”, ovvero sono quei soggetti che “creano” il mercato: essi infatti formulano in via continuativa offerte di acquisto e vendita di titoli di Stato. I dealers, ovvero gli altri operatori, rappresentano invece la controparte dei primary dealers sul mercato all’ingrosso dei titoli di Stato. Essi non fanno altro che accettare o rifiutare i prezzi presentati dai primary dealers. A queste due figure viene poi affiancata quella degli specialist, ossia gli specialisti in titoli di Stato: gli specialist rappresentano sicuramente la categoria più importante su questo mercato. Essi devono rispettare degli obblighi più severi rispetto agli altri operatori, soprattutto in termini quantitativi minimi scambiati; in cambio di questi limiti, possono però contare su altri e importanti vantaggi, dato che godono di un contatto più stretto con il Tesoro (ad esempio, sono a loro riservate riaperture di aste e possono usufruire di finanziamenti per importi limitati a tassi agevolati).

 

Simone Ricci per BorsaeDintorni.it

Continua: I titoli di Stato: come funzionano le aste





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