Ifisco rivisto in tutta Europa


La riforma della fiscalità non riguarda solo l’ Italia ma molti paesi europei hanno provveduto ad adeguarsi per tempo o stanno per farlo. In particolare Germania e Spagna hanno già introdotto delle modifiche al proprio sistema fiscale, mentre Francia ed Inghilterra sono all’ opera per introdurre modifiche molto incisive, che potrebbero riguardare ad esempio delle tasse sul patrimonio.

I tedeschi hanno previsto che nell’anno di imposta 2010 si adotterà un aumento di un punto percentuale della sovrattassa comunale dovuta dalle persone giuridiche (passata dal 14 al 15%) e con l’ inserimento di una nuova aliquota del 42% (al posto della vecchia che era al 45 per cento) per le persone fisiche con redditi imponibili compresi nella fascia tra 53mila ed i 151 mila euro. La Spagna è invece intervenuta sulle imprese che fatturano almeno 120 mila euro con un’ agevolazione che prevede un’ aliquota del 25 per cento rispetto al 30 per cento vigente. Tale misura è stata finanziata grazie ad un aumento dell’ aliquota  di due punti percentuali.

In Francia le modifiche saranno più strutturali e riguarderanno probabilmente l’ imposta sulla fortuna che va a colpire i patrimoni sia immobiliari che mobiliari. Dopo aver abolito la tassa omologa dell’ Irap la Francia ha deciso di rinnovare il suo sistema di fiscalità in modo tale da aumentare la base imponibile e colpire le rendite finanziarie e non.  Lo scopo principale è quello di andare a tassare i guadagni derivanti dall’ alienazione dei patrimoni, visto che attualmente sono esenti ad esempio le plusvalenze che derivano dalla vendita di un’ immobile. Per adesso l’ imposta sui patrimoni che vige in Francia,  l’Isf,  prevede sei scaglioni dì reddito con  altrettante aliquote (si va dallo 0,55% per i patrimoni fino 1,24 milioni di euro fino all’1,8% se il valore supera 16,02 milioni). L’ applicazione di questa imposta, finora, ha fruttato mediamente alle casse dello Stato circa 4,5 miliardi di euro all’anno, una cifra sicuramente non disprezzabile. Secondo l’amministrazione finanziaria, la quota  maggiore (57,8%) deriva dagli scaglioni “intermedi” mentre i patrimoni di importo più elevato, maggiori di 16 milioni di euro, hanno creato gettito pari a 822 milioni.  Inoltre si effettueranno delle modifiche sulle aliquote relative alle tasse sulle donazioni oltrechè sulle successioni, per le quali sono previste delle eliminazioni di agevolazioni, ritenute troppo onerose per lo Stato.

In Gran Bretagna invece si punta a contenere il fenomeno del cambiamento di sede legale di varie multinazionali. Adottando una aliquota agevolata del 24 per cento rispetto al 28 per cento per queste aziende, si spera di trattenerle all’ interno del paese in modo da conservare base imponibile ma anche posti di lavoro. Tale riduzione di gettito verrà comunque compensata da una nuova forma di tassazione dei profitti realizzate da imprese britanniche.

Continua: 3 aliquote per l' Irpef





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