I titoli di Stato: come funzionano le aste


Il mercato primario dei titoli di stato.

In base alla propria propensione al rischio, ogni famiglia italiana detiene una percentuale più o meno ampia di titoli di Stato. Ma dove si comprano i Bot e gli altri titoli a più lunga durata? Essendo uno strumento molto diffuso, le modalità di acquisto sono semplici e passano, come sempre, dalla banca. Il risparmiatore ha essenzialmente davanti a sé due possibilità per comperare titoli di stato: 1) acquistarli al momento dell’emissione, ossia sul mercato primario; 2) acquistarli dopo che sono già stati emessi andando a comprarli in Borsa, ossia sul mercato secondario. Scegliere la modalità d’acquisto non è indifferente per il risparmiatore: infatti, a seconda che egli scelga il mercato primario o secondario, cambiano le condizioni, le possibilità di scelta e i costi. La strada solitamente più seguita è quella di sottoscrivere i titoli al momento della loro emissione.

 

Cosa si intende per mercato primario.

Il mercato primario è il luogo virtuale dove si incontrano l’offerta di titoli di Stato da parte del Tesoro e la domanda di tali titoli da parte degli operatori economici, siano essi banche, fondi o altri investitori istituzionali, oltre alla famiglie. Il mercato primario riflette quelle che sono le esigenze di finanziamento dello Stato e dal suo finanziamento dipende il costo con cui lo Stato si indebita con i suoi cittadini.

                   

Il calendario delle aste.

In base alle date del regolamento, vale a dire il pagamento effettivo dei titoli sottoscritti in asta, i collocamenti avvengono a metà mese o a fine mese. In quest’ultimo caso il regolamento avviene nei primi giorni del mese successivo. Solitamente avvengono ogni mese: a. due aste Bot; b. due aste Ctz (una a fine mese di Ctz a 18 mesi e una a metà mese di Ctz a 24 mesi); c. due aste di Btp triennali; d. un’asta di Btp quinquennali; e. un’asta di Btp decennali; f. un’asta di Btp trentennali; g. un’asta di Cct settennali.

                                                                                                      

Chi acquista i titoli di Stato.

Mentre i residenti, ossia le famiglie e gli investitori istituzionali italiani, continuano a trascurare l’investimento in titoli di Stato, proseguendo nella diversificazione del loro portafogli a favore di investimenti che presentano una combinazione rischio/rendimento più elevata, si è nel tempo confermata la tendenza degli investitori stranieri di favorire i titoli pubblici del nostro paese.

La domanda si è principalmente concentrata sui Btp, i quali hanno rappresentato la percentuale più consistente del totale degli acquisti netti.

 

Come avviene il collocamento.

Lo strumento che utilizza il Tesoro per collocare titoli di Stato sul mercato primario è l’asta, sia che si tratti di nuove emissioni, sia che si tratti di riaperture di emissioni precedenti. In linea teorica possiamo affermare che vi sono quattro diversi tipi di asta, a seconda dei parametri che il Tesoro decide di prendere in considerazione, ossia il quantitativo dei titoli da offrire sul mercato e il prezzo di aggiudicazione degli stessi. Con riferimento a questa classificazione, il Tesoro può decidere di comunicare in sede d’asta: 1) sia il quantitativo che il prezzo; 2) solo il quantitativo; 3) solo il prezzo; 4) né il quantitativo, né il prezzo.

                  

L’evoluzione dei sistemi di collocamento.

Il sistema di collocamento dei titoli di Stato non è dunque qualcosa di rigido e immutabile, ma evolve con il mutare del grado e del tipo di indebitamento. Fino all’estate del 1992 il sistema d’asta adottato dal Tesoro per il collocamento dei titoli di Stato con Bot prevedeva di fissare sia l’ammontare da porre in asta, sia il “prezzo base”, ossia quel prezzo al di sotto del quale il Tesoro avrebbe scartato le offerte presentate in sede d’asta. Questo sistema ha funzionato per un po’ di tempo ma ha poi mostrato tutti i suoi limiti quando, in concomitanza con la crisi valutaria ed economica del 1992, è diminuita la fiducia dei mercati e dei risparmiatori nei confronti dello Stato italiano.

                

Asta marginale e asta competitiva.

Sono sostanzialmente due i sistemi di cui il Tesoro si avvale per il collocamento sul mercato dei titoli di Stato: a) il sistema dell’asta competitiva per i Bot; b) il sistema dell’asta marginale per i titoli diversi dai Bot. Si può subito dire che si tratta sicuramente di due modalità dalle caratteristiche differenti. Con l’asta competitiva, infatti, gli operatori che partecipano all’asta stessa pagano i titoli esattamente al prezzo che avevano proposto in sede d’asta. Invece, nell’ambito dell’asta marginale, il prezzo di aggiudicazione dei titoli corrisponde, una volta ordinati in modo decrescente tutti i prezzi pervenuti, al più basso tra quelli per cui le domande degli operatori vengono ancora soddisfatte ed è inoltre uguale per tutti i partecipanti all’asta. Bisogna poi dire che ad ogni asta ciascun operatore autorizzato a parteciparvi deve indicare la quantità di titoli che è disposto e interessato ad acquistare e il prezzo che vuole pagare per essa. Nel caso di titoli a medio-lungo periodo, ogni operatore può presentare fino a un massimo di tre buste, ciascuna delle quali contenente una diversa combinazione quantità/prezzo.

 

Simone Ricci per BorsaeDintorni.it

Continua: Il mercato secondario dei titoli di Stato





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