I sindaci pronti a scendere in piazza

Autore:
Filomena Spisso
  • Autore - Laurea in scienze politiche

La manovra correttiva sembra non essere ancora definitiva e nella giornata di oggi il vertice tra il presidente del consiglio ed il segretario della lega Umberto Bossi dovrebbe portare alcune modifiche.

Intanto aumentano le adesioni dei sindaci dei Comuni pronti a scendere in piazza pur di non far apporre delle modifiche a quanto contenuto nella manovra in merito all’ accorpamento dei comuni ed all’ eliminazione delle province con meno di 300.000 abitanti.

In particolare sono oltre 800 i sindaci che potrebbero far valere le proprie ragioni, e sono di entrambi gli schieramenti politici come sottolineato dal presidente dell’ Anci Osvaldo Napoli.

Nonostante infatti negli ultimi tempi tra i rappresentanti dell’ Anci e tra il ministro della semplificazione normativa Roberto Calderoni vi sia stata una fitta trattativa ancora non si intravede una soluzione al taglio degli stanziamenti previsti per gli enti locali. Per ora i sindaci comunque hanno ottenuto la promessa dello stralcio della norma inerente l’ accorpamento dei comuni più piccoli e la possibilità di vedere ridotti i tagli di oltre 6,6 miliardi di euro previsti per gli enti locali. Le richieste sono di rivedere i tagli ai comuni e di apporre alcune modifiche al patto di stabilità, che allo stato attuale risulta troppo stringente e non permette agli amministratori locali di avere sufficiente spazio di manovra.

Tuttavia al riguardo la Lega rimane ferma sulle sue posizioni in merito alla immodificabilità del sistema previdenziale e tenterà in tutti i modi di non far apportare delle variazioni sul tema pensioni. Appare quindi scontato un’ aumento dell’ aliquota Iva per i beni non di prima necessità ( pertanto si avrà un aumento dal 20 al 21 per cento dell’ aliquota Iva).

Sul punto Tremonti difficilmente potrà muovere delle obiezioni nonostante sia fortemente contrario all’ aumento dell’ aliquota in quanto potrebbe produrre una contrazione dei consumi. Infatti appare probabile l’ eliminazione o l’ attenuazione anche di un altro punto forte presente nella manovra, e cioè il contributo di solidarietà per i contribuenti che guadagnano oltre 90.000 euro all’ anno. Sul punto è proprio il premier a non voler sentire ragione e forse , per compensare il minor gettito, vi sarà l’ introduzione di una tassa patrimoniale presumibilmente per patrimoni che superano i l miliardo e mezzo di euro. La tassa dovrebbe avere un’ aliquota di circa il 5 per cento ed essere regressiva sino ad azzerarsi del tutto.

Probabilmente vi sarà anche un pacchetto anti evasione nelle proposte di modifiche. Pertanto oltre ai 4 miliardi di euro garantiti dal rialzo di un punto percentuale dell’ Iva vi sarebbero anche alcuni punti che  riguardano un giro di vite in tema di lotta all’ evasione. In particolare potrebbe essere ulteriormente ridotta la soglia di tracciabilità che recentemente è passata dai 5.000 euro ai 2.500 euro. La soglia , per evitare fenomeni di riciclaggio di denaro potrebbe abbassarsi anche sotto i 1,500 euro e prevedere pesanti sanzioni per chi non si attiene alla norma.