I mercati delle opzioni


Le attività sottostanti

Le opzioni vengono solitamente negoziate in diverse borse sparse in tutto il mondo. Le attività sottostanti includono, tra le altre, le azioni, le valute estere, gli indici azionari e diversi contratti futures. Vediamo nel dettaglio i vari tipi di opzioni. 1)Opzioni su azioni. Negli Stati Uniti, le borse che trattano le opzioni su azioni sono la Chicago Board Options Exchange (Cboe), la Philadelphia Exchange (Phlx), l’American Stock Exchange (Amex) e la Pacific Stock Exchange (Pse). Vengono trattate opzioni su oltre 500 azioni: le opzioni in questione sono di tipo americano (possono essere esercitate prima della scadenza) e ogni contratto dà alla parte lunga il diritto di comprare o vendere 100 azioni al prezzo d’esercizio che viene specificato. Si tratta di una convenzione utile, dato che anche le azioni vengono in genere scambiate per multipli di 100. 2)Opzioni su valute. La borsa più importante per quel che riguarda la negoziazione di opzioni su valute è la Philadelphia Exchange, in cui vengono trattate opzioni di tipo europeo ed americano su dollari australiani, sterline inglesi, dollari canadesi, euro, yen giapponesi e franchi svizzeri. La dimensione di un contratto dipende ovviamente dalla valuta in questione: ad esempio, nel caso della sterlina inglese, un contratto dà alla parte lunga il diritto di comprare o di vendere oltre 30.000 dollari; nel caso dello yen giapponese, un contratto dà invece alla parte lunga il diritto di comprare o vendere 6,25 milioni di yen.

 

Le altre tipologie di opzioni

A)Opzioni su indici. Negli Stati Uniti vengono trattate diverse opzioni su indici. Le più diffuse sono quello sullo S&P 500, trattate al Cboe. Le opzioni sullo S&P 500 sono europee, mentre quelle sullo S&P 100 sono americane. Ogni contratto dà alla parte lunga il diritto di comprare o di vendere un quantitativo pari a cento volte l’indice, al prezzo d’esercizio specificato. La liquidazione avviene sempre per contanti piuttosto che attraverso la consegna del portafoglio sottostante l’indice. Solitamente, gli investitori attendono la fine della giornata per dare le loro istruzioni. B)Opzioni su futures. Nelle opzioni su futures (definite anche come futures options), l’attività sottostante è rappresentata da un contratto futures. Di solito, il contratto futures scade poco dopo la scadenza dell’opzione stessa. Sono ora disponibili opzioni su futures per la maggior parte delle attività per le quali si trattano gli stessi futures. Il compratore di una call su futures acquista dal venditore, nel momento in cui provvede ad esercitarla, una posizione lunga sul contratto futures sottostante più un importo in denaro pari alla differenza tra prezzo del futures e prezzo d’esercizio. Il compratore di una put su futures acquista dal venditore, nel momento in cui la esercita, una posizione corta sul contratto futures sottostante più un importo in denaro pari alla differenza tra prezzo d’esercizio e prezzo futures. Le opzioni su futures più scambiate sono sicuramente quelle su Treasury bond futures, solitamente trattate al Chicago Board of Trade e quelle sugli Eurodollar futures, trattate invece alla Chicago Mercantile Exchange. Sono anche abbastanza diffuse le opzioni su futures scritti su grano, semi di soia, petrolio grezzo e Treasury notes.

 

Date di scadenza

Una delle caratteristiche delle opzioni su azioni è il mese in cui cade la data di scadenza. Una January call sull’Ibm, ad esempio, è una call su azioni Ibm con scadenza a gennaio: la scadenza precisa è rappresentata dalle 22.59 (Central Time) del sabato che segue il terzo venerdì del mese di scadenza. L’ultimo giorno in cui l’opzione viene trattata è il terzo venerdì del mese di scadenza. Di solito, un  investitore con una posizione lunga ha tempo fino alle 16.30 di quel venerdì per ordinare al suo broker di esercitare l’opzione. A sua volta, il broker ha tempo fino alle 22.59 del giorno successivo per notificare alla borsa la decisione circa l’esercizio dell’opzione. Le opzioni su azioni seguono il ciclo di gennaio, febbraio o marzo; il ciclo di gennaio è formato dai mesi di gennaio, aprile, luglio e ottobre, mentre il ciclo di febbraio è formato dai mesi di febbraio, maggio, agosto e novembre. Infine, il ciclo di marzo è composto dai mesi di marzo, giugno, settembre e dicembre. Se non si è ancora raggiunta la data di scadenza nel mese in corso, si trattano opzioni con scadenza nei due mesi successivi del ciclo; se la data di scadenza del mese in corso è già passata, si trattano opzioni con scadenza nei due mesi successivi a quello in corso, nonché delle opzioni con scadenza nei due mesi successivi al ciclo. Ad esempio, Ibm segue il ciclo di gennaio. A inizio gennaio, vengono a essere trattate opzioni con scadenza a gennaio, febbraio, aprile e luglio; a fine gennaio si trattano opzioni con scadenza a febbraio, marzo, aprile e luglio. Quando si raggiunge la scadenza di un’opzione, si inizia a trattarne un’altra. Infine, in borsa vengono anche trattate opzioni a più lungo termine, le cosiddette “long-term equity anticipation Securities” (Leaps), che tendono a scadere a gennaio.

 

 

 

SIMONE RICCI

Continua: Le opzioni call e put





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