I fondi pensione


Cosa sono i fondi pensione

I fondi pensione sono delle particolari istituzioni finanziarie che si occupano di erogare prestazioni previdenziali a un certo numero di persone, accomunate dall’appartenenza ad una determinata categoria professionale. I fondi pensione sono degli strumenti di previdenza volontaria a cui possono partecipare tutti coloro che possiedono un lavoro. L’accesso ai fondi è consentito sia a coloro che hanno un lavoro come dipendenti, di azienda privata o di ente pubblico, sia a coloro che svolgono un lavoro autonomo. Possono poi essere istituiti fondi sulla base della categoria o di sottocategorie, su base aziendale, territoriale, di associazione di appartenenza, di professione. Purchè venga individuato uno specifico pubblico di riferimento a cui il fondo si rivolge: siamo qui nell’ambito dei fondi chiusi (o negoziali), i quali riguardano una cerchia ben delineata di persone che hanno caratteristiche contrattuali o aziendali comuni. Ma vi sono anche i fondi aperti, cioè quei fondi abilitati a raccogliere le adesioni di coloro che non rientrano in uno specifico ambito convenzionale.

Tipologia dei fondi pensione

Oltre alla distinzione sopracitata, un’altra importante classificazione riguarda i fondi a contribuzione definita e quelli a prestazione definita. Vediamoli nel dettaglio. 1) Fondi a contribuzione definita. Sono fondi in cui viene fissata, al momento dell’adesione al fondo stesso, la somma che il lavoratore dovrà versare ogni anno. La quota da destinare al fondo viene indicata come percentuale della propria retribuzione, percentuale che varia da fondo a fondo. Come per le polizze vita e per i fondi comuni acquistati attraverso un piano di accumulo, il sottoscrittore sa quanto spende ma non conosce quanto otterrà al momento della riscossione.  2) Fondi a prestazione definita. Sono l’esatto contrario della precedente tipologia: in questo caso, quello che è certo è quanto verrà distribuito alla scadenza del contratto sottoscritto con il fondo pensione. Si parte da questo punto di arrivo per determinare i versamenti periodici necessari per raggiungere l’obiettivo finale che ci si è posti. La certezza del risultato a fine periodo ha un “costo” elevato per il lavoratore che non può conoscere in anticipo l’ammontare che deve destinare ogni anno al fondo per mantenere inalterato l’obiettivo finale prescelto.

Perché conviene aderire ad un fondo pensione

L’adesione al fondo pensione è volontaria. Il lavoratore è oggi sufficientemente consapevole dei rischi che corre al momento in cui andrà in pensione. Se vuole crearsi un secondo pilastro su cui appoggiarsi al momento della vecchiaia ha la possibilità per farlo. Certo, i fondi pensione vanno intesi come uno strumento prettamente previdenziale: offrono una rendita integrativa al momento in cui si andrà in pensione e non hanno quindi le caratteristiche dell’investimento finanziario. Ma la loro utilità, guardando al futuro che si avvicina, è indiscutibile.

I fondi pensione aperti

I fondi pensione aperti sono strumenti molto simili ai fondi comuni di investimento. Il fatto che il fondo sia aperto significa appunto che i sottoscrittori possono entrare e uscire liberamente e che quindi il patrimonio del fondo varia di giorno in giorno in base alle nuove adesioni e ai riscatti di chi vuole disinvestire. Ciò vale per i fondi comuni di investimento, ma può essere applicato anche ai fondi pensione. I fondi pensione aperti sono quei fondi che accolgono i lavoratori che non rientrano in categorie che hanno già avviato un fondo pensione. Possono iscriversi a un fondo aperto anche quei lavoratori che, dopo essersi iscritti ad un fondo pensione di categoria, vedono venir meno i requisiti di partecipazione. A certe condizioni, al fondo pensione aperto possono partecipare anche quei lavoratori che, pur iscritti a un fondo pensione contrattuale, non ne sono soddisfatti. Diverse sono le categorie di fondi con cui possiamo avere a che fare: a) fondi azionari, che investono almeno il 70% in azioni; b) fondi bilanciati azionari, che investono in azioni tra il 50% e il 90% del portafoglio; c) fondi bilanciati, i quali investono in azioni tra il 30% e il 70% del portafoglio; d) fondi bilanciati obbligazionari, che investono in azioni fino al 50% del portafoglio; e) fondi obbligazionari, che non prevedono alcun investimento azionario; f)fondi monetari, con una duration massima di portafoglio pari a 2 anni; g) fondi flessibili, che possono investire in azioni fino al 100% del portafoglio.

Come funziona un fondo pensione

Attraverso i flussi delle contribuzioni volontarie effettuate dai lavoratori si rendono disponibili somme di denaro che vengono dirottate in un apposito fondo e che vengono gestite in un’ottica di medio-lungo periodo. Dopo un prefissato numero di anni di versamenti contributivi, il fondo è in grado di erogare ai propri iscritti un vero e proprio trattamento pensionistico, sia sotto forma di capitale da ritirare in un’unica soluzione, sia sotto forma di rendita. Sono essenzialmente quattro le tappe che portano alla creazione di un fondo pensionistico: A) costituzione di un accordo tra lavoratori della stessa categoria; B) definizione dello statuto che stabilisce le regole di adesione al fondo, il quale individua gli organi e le loro funzioni e i criteri guida che devono orientare il fondo; C) definizione del regolamento di attuazione del fondo in cui vengono riportate le modalità di funzionamento del fondo stesso; D) sottoscrizione di una convenzione tra il fondo e una banca, una Sim o una società di gestione del risparmio.

Simone Ricci per BorsaeDintorni.it

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