Gli hedge fund


Che cosa sono e a chi si rivolgono gli hedge fund

Gli hedge fund sono solitamente denominati come “investimenti alternativi” e in questo concetto c’è molto di vero. Lo stile di gestione è infatti totalmente diverso da quello classico dei fondi di investimento: negli hedge fund il gestore ha la massima libertà di investire, compresa la possibilità di vendere “allo scoperto”, che è vietata nei fondi tradizionali. Altra opportunità ulteriore che offrono gli hedge fund rispetto ai normali fondi comuni è data dalla possibilità di sfruttare il cosiddetto “effetto leva” (in questo caso il gestore potrà indebitarsi ben oltre il suo patrimonio).

 

Come si guadagna

Con gli hedge fund si può guadagnare anche quando il mercato scende. Quando si fa una vendita allo scoperto, si vendono sostanzialmente dei titoli che non si hanno, al prezzo di oggi, perché si crede fermamente che questi titoli si compreranno in effetti quando essi saranno scesi: operando in tal modo, si lucrerà sulla differenza tra il prezzo di oggi (più alto) e quello di domani (più basso). In altre parole, la vendita allo scoperto è una sorta di “scommessa” sul fatto che un determinato titolo scenderà. Ciò può accadere per vari motivi: o perché si prevede una discesa di tutto il mercato o perché si prevede una caduta dei corsi proprio di quei titoli che si sono scelti, in base ad un’analisi effettuata.

 

La copertura del rischio

Il termine hedging, copertura del rischio, si riferisce al fatto che il rischio che una scommessa non riesca può essere controbilanciato da una scommessa dello stesso importo ma di segno opposto, naturalmente su un’altra categoria di beni. In tal modo il gestore conta di offrire ai suoi clienti rendimenti più elevati, salvaguardando l’integrità del capitale. Hedge fund in italiano si traduce letteralmente come “fondo che adotta tecniche di copertura”. Queste tecniche di copertura sono molto complicate e utilizzano strumenti di vario tipo (tra cui i cosiddetti “derivati”), ma lo scopo finale è quello di controbilanciare la scommessa che si è fatta su certi titoli o certe valute, garantendosi comunque in ogni caso un guadagno o una perdita sopportabile, che sarà a sua volta controbilanciata da guadagni in altri settori.

 

I principali tipi di hedge fund

Varie sono le tipologie di hedge fund presenti nel mercato: ci sono, ad esempio, quelli che puntano sulle materie prime, quelli che puntano sulle azioni e così via… Spesso poi le strategie variano anche in funzione delle dimensioni del fondo. Possiamo sostanzialmente distinguere tre tipologie di hedge fund: vediamole insieme.

I macro fund. I fondi “macro” speculano sulle grandezze macroeconomiche, ovvero sugli andamenti delle economie mondiali, cercando di anticipare i movimenti dei tassi di interesse, delle monete e dei mercati azionari. L’ottica è quella di breve periodo e la volatilità (cioè il rischio) è particolarmente elevata. Alcuni di questi fondi, quelli più speculativi, fanno una doppia scommessa: puntano contemporaneamente su due eventi, ad esempio il rialzo del dollaro e la caduta dello yen, esponendosi dunque due volte al rischio.

Gli arbitrage fund. All’opposto dei macro fund vi sono, per livello di volatilità, gli arbitrage. Ecco come funzionano: quando lo stesso titolo è valutato in maniera diversa in due mercati, o è valutato differentemente da due diversi investitori, si crea la possibilità di “arbitraggio”, ovvero di lucrare sulla differenza. I fondi appartenenti a questa categoria speculano su situazioni di questo tipo con l’obiettivo di minimizzare il rischio e ottenere rendimenti non dipendenti dall’andamento dei mercati. È la categoria di hedge fund meno rischiosa: il suo rendimento medio atteso si attesta infatti tra il 12% e il 15%.

Fondi equity edge. Questi fondi comprano e vendono allo scoperto azioni sui mercati regolamentati con la finalità di spostare l’onere delle performance dal “market timing” (scelta del momento) allo “stock picking” (scelta del singolo titolo). Per capire questo concetto bisogna ricordare che nei fondi tradizionali, l’80% del rendimento totale del fondo è spiegato dall’andamento del mercato, mentre il 20% è spiegato dallo “stock picking”, cioè dalla capacità del gestore di scegliere i titoli che saliranno: negli hedge fund tali percentuali sono invertite e la performance è dunque spiegata per la maggior abilità del manager di scegliere i titoli giusti.

 

Le strategie più utilizzate

Nel “grande mare” degli hedge fund è possibile distinguere alcune macro-strategie, alcuni approcci di fondo.

Relative value o market neutral strategies. Il loro obiettivo è quello di mantenere un’esposizione neutrale al mercato. Rientrano in questa categoria tutti gli hedge fund “arbitrage”, che fanno dell’arbitraggio tra prezzi disallineati dello stesso titolo in mercati diversi.

Event driven strategies. Qui la redditività dell’investimento dipende dalla conclusione positiva di un evento che sta per verificarsi. In sostanza il gestore anticipa il verificarsi di un certo evento e cerca di inserirsi nei suoi possibili sviluppi, che reputa positivi, traendo da ciò il suo guadagno.

Long/short strategies. Queste strategie, relative sia ad azioni che a reddito fisso, combinano investimenti a lungo termine con vendite a breve per ridurre l’esposizione.

Tactical trading strategies. In questo caso, i gestori cercano di prevedere in anticipo i movimenti del mercato su valute, tassi di interesse, partendo da analisi macroeconomiche. È una  strategia molto speculativa e molto rischiosa.

 

Simone Ricci per BorsaeDintorni.it

Continua: Fondi speculativi – hedge funds





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