Gli errori più comuni negli investimenti


Introduzione

Il mondo della finanza è una vera giungla: avvicinarsi con la consapevolezza di non commettere errori, marchiani o meno, è l’atteggiamento più sbagliato. Bisogna invece convincersi che il modo più sereno e sicuro per affrontare questo intricato insieme di strumenti, prodotti, voci, indiscrezioni è quello di esaminare con attenzione e cura gli errori più comuni; solo così si potranno imparare i cosiddetti “trucchi del mestiere” e investire in maniera sempre più proficua.

 

Gli errori più comuni negli investimenti

Vediamo di seguito quali sono gli errori più comuni che vengono compiuti al momento dell’investimento finanziario. 1)Aspettare e attendere. Si tratta dell’errore di investimento più grande di tutti: in questo caso, bisogna far propria la massima secondo cui non si deve mai rimandare a domani tutto quello che si doveva fare ieri. In questo senso, assumere un atteggiamento troppo attendista può voler dire una pianificazione vera e propria del fallimento finanziario dell’investitore. 2)Nutrire dubbi sugli obiettivi finanziari e sul piano per raggiungerli. Anche il fatto di non aver obiettivi di tipo finanziario ben precisi, oltre al non avere uno specifico piano per riuscire a raggiungere questi stessi obiettivi è un errore molto comune in finanza. Di solito, si tende troppo spesso a pianificare con la massima attenzione le vacanze, ma non si pianifica mai il proprio futuro dal punto di vista finanziario; in tale ipotesi, non si è in possesso di precisi obiettivi economici o di un piano concreto per portarli a compimento. 3)Non riconoscere nella maniera giusta il valore del tempo. Il fattore temporale può essere il nostro migliore alleato. Spesso, però, si tende troppo a sottovalutare il tremendo potenziale che ha l’interesse composto e sono in molti a stupirsi nel venire a conoscenza dei reali costi di un investimento; ad esempio, investendo diecimila euro ogni anno al 10% di interesse per un periodo complessivo di venti anni, si vanno a versare in totale 240.000 euro, ma se ne accumulano ben 630.000. 4)Non considerare l’effetto dell’inflazione. L’inflazione è un evento da tenere costantemente sotto monitoraggio; in effetti, essa tende a ridurre il potere di acquisto del denaro nel corso del tempo. Per citare sempre un esempio, si può dire che a un tasso di inflazione pari al 4%, una somma equivalente a 100.000 euro di dieci anni fa, al giorno d’oggi corrisponderebbe soltanto a 66.000 euro a causa di questa continua “erosione”. 5)Non diversificare in modo efficace il portafoglio finanziario. È necessario determinare il proprio grado di tolleranza al rischio e progettare di conseguenza un portafoglio di investimento che sia equilibrato e diversificato. 6)Non avere una specifica protezione contro gli imprevisti. La longevità, la salute, l’inabilità e la responsabilità civile sono tutte forme di assicurazione che in casi troppo frequenti l’investitore sottovaluta. 7)Spendere in maniera indiscriminata. Anche la mancanza assoluta di una disciplina nelle abitudini di spesa e di controllo di quest’ultima può indurre qualunque soggetto al fallimento totale. 8)Non rivolgersi a dei consulenti professionisti. Nessuno di noi può pensare di diventare un esperto in qualsiasi tipo di materia, in particolare della complessità di un’efficace pianificazione di tipo finanziario. Bisogna allora rivolgersi con fiducia a dei professionisti esperti del settore e contare su un consulente finanziario che sia qualificato, al fine di coordinare al meglio gli sforzi verso l’obiettivo da raggiungere.

 

Su quali aree del mondo focalizzare gli investimenti?

Con i mercati europei praticamente allo sbando per le note vicende finanziarie che stanno coinvolgendo in primis la Grecia, e, per il momento soltanto sfiorate, Portogallo e Spagna, è lecito chiedersi se sia proprio l’area del Vecchio Continente quella più adatta per gli investimenti dei nostri risparmi. Ebbene, il contagio ellenico è destinato a espandersi a macchia d’olio, ma se si decidesse di puntare tutto sui fondi delle nazioni emergenti più in voga, come lo sono attualmente l’India e la Cina, sarebbe forse un azzardo? I due paesi asiatici sono quelli destinati a realizzare la crescita economica più intensa e importante nel futuro immediato, dunque già si parte da una buona base. Inoltre, focalizzando le attenzioni finanziarie su due stati emergenti, ma comunque piuttosto lontani, occorre tenere conto di cinque elementi. A)La conoscenza precisa e approfondita del proprio orizzonte di tempo, vale a dire il momento preciso in cui saranno necessari i soldi da investire; B)La conoscenza della capacità di rischio da parte del soggetto che sottoscrive (in questo caso, si vuole intendere il quantitativo esatto di denaro che si è in grado di rischiare; C)La conoscenza della tolleranza dell’investitore allo stesso rischio, ovverosia quanti soldi si intende rischiare effettivamente; D)La conoscenza dei veri motivi per i quali si vuole investire proprio su queste aree dell’Asia; E)La conoscenza dell’obiettivo, vale a dire a cosa ci serviranno davvero i soldi che si andranno a guadagnare dagli eventuali rialzi dei mercati in questione. Se si conoscono nel dettaglio questi cinque fattori, allora si può procedere con tranquillità, altrimenti l’operazione risulta troppo rischiosa nei suoi principali elementi.

 

 

 

SIMONE RICCI

Continua: Gestire i propri risparmi personali





Lascia una risposta