Gli aumenti di fine anno

Come di consueto il 31 dicembre di ogni anno è tempo di bilanci, e si guarda alle tariffe ed ai costi dei servizi vari per vedere se saranno oggetto di rincari. Purtroppo di questi tempi i tagli sono molti e sopratutto le regioni ed i vari enti locali devono fare i conti con la forte riduzione dei finanziamenti e dei trasfermenti da parte dello stato, che deve fare in modo di diminuire il forte debito pubblico ed a farne le spese sono gli enti locali.  Purtroppo a farne le spese nella maggior parte dei casi sono i cittadini che vedranno aumentate le tariffe dei maggiori servizi pubblici con in prima fila quelle relative al trasporto locale (tram, bus, metropolitana, ecc) che dovranno allinearsi alle altre tariffe europee. Il problema è che la maggior parte delle municipalità ridurrà i servizi e la qualità degli stessi a fronte di aumenti, a volte anche del 50 per cento, di alcune tariffe.

In questi momenti in cui il ministro delle economia e delle finanze richiama il paese ad altri sacrifici, in nome di possibili situazioni di default di altre economie europee, le regioni sono state le prime a muoversi per la riduzione ed i tagli di alcuni servizi e l’ aumento delle tariffe. Ad esempio la Liguria del governatore Burlando ha già stabilito di portare il biglietto degli autobus locali ad 1,5 euro, con un aumento dell’ ordine del 20 – 30 per cento,  mentre per il trasporto su rotaia l’ aumento sarà più contenuto nell’ ordine del 5 per cento. Tuttavia la Liguria ha già avviato una politica di riduzione dei costi che dovrà portare ad una riduzione del numero dei treni per i pendolari. A nulla sono valse le numerose proteste, che vedranno riduzione delle corse sopratutto nelle tratte con un minor numero di pendolari.

Un documento dei governatori delle regioni sembrerebbe però stabilire che l’ aumento delle tariffe dovrebbe portare ad un aumento dell’ efficienza, in modo tale da supplire alla riduzione del numero dei servizi. Inoltre i più penalizzati dovrebbero essere i viaggiatori occasionali visto che gli aumenti principali dovrebbero riguardare le tariffe singole, mentre gli aumenti per abbonamenti o corse multiple saranno più contenuti. Dopo la Liguria anche le altre regioni si stanno attrezzando, con in  prima fila la lombradia dove esperti del settore stanno verificando la fattibilità di un aumento delle tariffe di circa il 20 per cento. Aumenti dell’ ordine del 15 per cento anche nella regione Calabria , anch’ essa in grave crisi di bilancio con uno zavorramento dovuto sopratutto al settore della sanità pubblica. In Emilia romagna sono stati già varati aumenti degli abbonamenti di circa il 6 per cento per i pendolati che usano il treno, mentre il rincaro che porterà i biglietti degli autobus a 1,5 euro è ancora allo studio

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