Fondamenti di politica monetaria


Introduzione

La politica monetaria riflette sostanzialmente le diverse condizioni di equilibrio del portafoglio. Sono vari i canali con cui essa può essere trasmessa: vediamoli insieme. 1.Il canale del tasso di interesse: questo canale riguarda in pratica la domanda che viene fatta in relazione al credito (è un canale, per così dire, “interno”). 2.Il canale del tasso di cambio. In questo caso, il deprezzamento nominale o reale riesce a modificare i prezzi che sono relativi al prodotto (qui si tratta invece di un canale esterno). 3.Il canale del credito. Questa tipologia di canale di trasmissione della politica monetaria ha a che fare con l’offerta di credito, appunto, o come si dice, del suo razionamento. Il mercato del credito, infatti, presenta numerosi problemi, tra cui quello della selezione avversa e quello dell’azzardo morale (moral hazard), i quali sono legati ai mutamenti del tasso di interesse; è per tale motivo che la banca preferisce provvedere al razionamento del credito (c’è anche da sottolineare che questo canale è caratterizzato da un basso tasso di interesse). 4.Il canale delle attività finanziarie e immobiliari. Secondo l’economista Roosa, se si provvede ad alzare il tasso di interesse, c’è come conseguenza meno domanda di credito: dunque, si ha una minore base monetaria a disposizione nell’attivo delle banche, i titoli presentano una perdita in conto capitale e le banche hanno riluttanza a vendere i titoli. Viene quindi utilizzata una manovra restrittiva, ovvero dotata di meno domanda e si parla in questo caso di “lock-in effect”. Ci può anche essere un cambiamento nella percezione del rischio: infatti, la banca può mantenersi liquida e aumentare le riserve (è il cosiddetto “effetto dell’incertezza”). La fluttuazione dei prezzi delle attività immobiliari influenza, inoltre, le decisioni di consumo. Le attività finanziarie rappresentano il canale di trasmissione più importante, dato che sono il vero collaterale con cui si prende a prestito, indirettamente e direttamente, come ricchezza. Di solito si dice che questi canali sono quattro, ma in realtà ve n’è anche un quinto. 5.Il canale delle aspettative. I prezzi sono decisi al momento attuale, guardando però al futuro: si tratta di un canale che è già presente in alcune sue componenti anche negli altri quattro, dato che vi sono aspettative per quel che riguarda il tasso di cambio.

 

Il funzionamento della politica monetaria

Definiti a questo punto i canali di trasmissione, ci chiediamo come possa funzionare la politica monetaria. L’obiettivo principale di tale politica è quello di ottenere la stabilità monetaria interna e quindi dei prezzi e del ciclo economico: ciò vuole dire che si intende stare il più vicino possibile alla curve di rendimento di lungo periodo (stabilizzare il ciclo economico significa anche stabilizzare i prezzi). Poiché la Banca Centrale riesce a influenzare un numero limitato di tassi di interesse, ci dovrebbe essere un indicatore che ci informi se la politica è di tipo restrittivo o espansivo: domanda e offerta nel mercato sono dei fattori endogeni e non esiste la sola politica monetaria in grado di rispondere agli indicatori (è comunque difficile riuscire a trovare un buon indicatore, anche efficiente, delle politiche della moneta). Gli obiettivi intermedi, invece, rappresentano una misura che è più vicina a ciò che ci può interessare in questo senso e più lontana dallo strumento. Solitamente, si tratta di obiettivi del credito, vale a dire delle variabili che riescono a misurare l’espansione dello stesso. Sono inoltre variabili endogene e sensibili alla struttura dell’economia, quindi hanno a che fare con gli stessi problemi degli indicatori. Di certo, uno degli obiettivi intermedi più importanti è il tasso di cambio (la sua fissità rappresenta una sorta di disinflazione). Lo scopo è quello di passare da questa politica ad una che sia maggiormente propensa alla determinazione dell’obiettivo finale.

 

Politiche di stabilizzazione

Tra tutte le politiche di stabilizzazione esistenti, il ritardo amministrativo della politica monetaria viene attenuato grazie all’apporto della Banca Centrale Europea. Il ritardo amministrativo, ovvero il ritardo tra lo shock e la politica atta a risolvere questo shock, è dunque molto basso. Gli effetti della politica, invece, non sono così rapidi come si potrebbe pensare: secondo Friedman, la politica monetaria presenta degli effetti lunghi e variabili (si parla di un intervallo di tempo compreso tra i sei mesi e i due anni). Dato che gli effetti sono lunghi e variabili, c’è bisogno di una notevole capacità di previsione da parte del banchiere della banca centrale. La politica monetaria risulterà molto più efficace in caso di restrizioni piuttosto che nell’eventualità di un’espansione (si tratta delle cosiddette “asimmetrie negli effetti”): vi sarà sicuramente un numero inferiore di prestiti e, di conseguenza, si potrà deprimere il mercato finanziario con una politica restrittiva. Tutto questo va a discapito anche dei consumi. Nel caso dell’espansione, poi, la domanda è già presente con i suoi effetti, ma questo fatto non si verifica quando si assiste a una contrazione: la prima conseguenza di questa assenza di domanda è rappresentata da un tasso di interesse che non è forte rispetto alle condizioni normali di mercato.

 

 

 

Simone Ricci

Continua: Modelli di politica fiscale





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