Entra in vigore la riforma del lavoro

Entra in vigore la riforma del lavoro

E’ entrata in vigore la nuova e discussa riforma del mercato del lavoro, approvata dal Parlamento lo scorso 27 giugno,che ha introdotto diverse novità.

In primo luogo, con riferimento all’art.18 dello Statuto dei lavoratori, che prevedeva la reintegrazione automatica del lavoratore in tutti i casi di licenziamento illegittimo, è stato oggetto di modifica per i licenziamenti per motivi economici dichiarati illegittimi dal giudice, il quale potrà decidere per il pagamento di un’indennità risarcitoria compresa tra le 12 e le 24 mensilità.

Soltanto in caso di palese infondatezza del fatto, avrà luogo il reintegro.

E’ stato inoltre modificato anche il sistema degli ammortizzatori, con l’introduzione della nuova Assicurazione sociale per l’impiego (Aspi) che andrà a sostituirà l’indennità di mobilità e quella di disoccupazione, con una durata di 12 mesi (fino all’età di 54 anni) e di 18 mesi (da 55 anni), ed includendo, tra i tutelati, anche gli apprendisti ed artisti.

Da sottolineare che se il lavoratore rifiuta un impiego che offre una retribuzione maggiore del 20% rispetto all’Aspi, perde il diritto a riscuotere l’indennità.

Per quanto riguarda le partite Iva, sono considerate “vere” soltanto quelle che producono un reddito lordo di almeno 18mila euro l’anno, che richiedono una professionalità considerevole oppure l’iscrizione ad un albo: in mancanza di alcuni di questi requisiti, sono equiparate al lavoro subordinato, ed in tal caso spetta alle imprese dimostrare che si tratta di lavoro autonomo.

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