Duello Bossi – Berlusconi sulle pensioni

La manovra correttiva approvata di recente inizia già da oggi il cammino parlamentare per la conversione in legge seguendo il normale iter parlamentare.

Come detto sin da subito la manovra sarà suscettibile di correzioni e parola dello stesso presidente del consiglio verranno tenuti costanti i saldi finanziari ma probabilmente verranno discussi gli emendamenti più importanti. Già nelle giornate precedenti si sono delineate alcune linee guida e le dichiarazioni più ferme riguardano quelle del leader della Lega Bossi che ha posto un vero significativo al fatto di modificare ulteriormente l’ età pensionabile.

In particolare sembrano essersi formate alcuni mini coalizioni che vedono lo zoccolo duro della Lega, con Bossi e calderoli in testa, che no vogliono alcuna modifica in termini previdenziali mentre il premier tiene in grande considerazione Casini che si è detto disponibile a votare modifiche alle pensioni a condizione che vengano attuate delle politiche di sostegno alle famiglie e che il contributo di solidarietà sia di entità minore rispetto a quello previsto.

Aperta anche la posizione di Maroni che per diminuire i tagli operati agli enti locali ed i minori trasferimenti Stato – Regione, potrebbe anche accogliere positivamente modifiche nel campo previdenziale. Per quanto riguarda il partito delle libertà gli emendamenti che verranno proposti riguarderanno in sostanza la sostituzione del contributo di solidarietà con un aumento dello 0,5 o dell’1% dell’Iva escludendo i beni di largo consumo come i generi alimentari. In alternativa: innalzamento della soglia minima del prelievo straordinario da 90mila euro a 100mila o 150mila euro con contestuale introduzione del quoziente familiare e un ritocco più modesto dell’imposta sui consumi. Inoltre sono allo studio anche un pacchetto di emendamenti che riguarderebbe anche le dismissioni del patrimonio immobiliare dello Stato, un alleggerimento del giro di vite sul pubblico impiego (Tfr e tredicesime) e anche un intervento sulle pensioni di anzianità, che è sostenuto anche dall’Udc. L’obiettivo massimo sarebbe quello di arrivare nel 2015 per le anzianità a «quota 100» (la somma di età anagrafica e contributi versati) per bloccare di fatto tutte le coorti di lavoratori che maturano il requisito per il pensionamento anticipato (sono circa 130mila nel periodo). In tale senso occorrerà vedere se all’ interno della maggioranza anche la Lega potrebbe sostenere una proposta del genere. Sul punto occorrerà effettuare delle mediazioni che riguardano anche alcuni interventi sui comuni e l’ abolizione delle province. Del il “senatur” aveva già dichiarato di essere d’ accordo con le orme relative alla previdenza contenute nel decreto legge 138 ed inoltre pronta è stata la risposta del presidente del consiglio sul fatto di non essere d’ accordo con Bossi che riteneva le misure finanziarie intraprese non idonee allo stato di crisi del paese.

Borsa
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