Decreto salva-banche 2015 risparmiatori infuriati


decreto salva banche 2015

Carife, Banca Marche, Carichieti e Banca Etruria sono le entità protagoniste del decreto salva-banche che hanno fatto infuriare migliaia di piccoli risparmiatori. Il provvedimento ricordiamo che ha permesso di archiviare la parte in negativo delle banche ed ha dato il via a 4 nuovi istituti senza perdite. Purtroppo molti piccoli risparmiatori hanno visto azzerato quanto messo da parte nel corso degli anni.

Decreto salva-banche 2015

Si tratta di istituti particolarmente legati al territorio, con molte persone, soprattutte anziane, che hanno affidato loro gran parte dei propri risparmi.

In base ai calcoli eseguiti da Reuters, sono circa 790 milioni di euro le obbligazioni subordinate delle banche che sono state ridotte di valore o totalmente liquidate.

A queste vanno inoltre aggiunte le perdite subite dagli azionisti.

Decreto salva-banche Federconsumatori

 

Federconsumatori ha reso noto che centinaia di piccoli risparmiatori si sono recati presso la sede dell’Associazione di Arezzo per fornire il documento di propensione rischio emesso dalla banca al momento della sottoscrizione delle obbligazioni.

Il presidente provinciale di Federconsumatori Arezzo, Pietro Ferrari, ha dichiarato al riguardo che si tratta soprattutto di persone anziane che hanno investito il proprio tfr o i risparmi della pensione, con “perdite devastanti“.

Comitas, l’associazione delle piccole e microimprese italiane, ha sottolineato che ai privati si aggiungono circa diecimila piccoli imprenditori che sono stati coinvolti nel salvataggio di Carife, Banca Marche, Carichieti e Banca Etruria, “perdendo la totalità dei propri risparmi“.

Continua: Decreto Salva-Italia: le modifiche