Dal 2019 in pensione dopo i 70 anni


Parliamo di pensioni e sicuramente le notizie non sono delle migliori per le generazioni che si affacciano adesso nel mondo del lavoro. Infatti se attualmente l’ età pensionabile è 65 anni per gli uomini e 60 anni per le donne, le prospettive sono di un aumento dell’ età pensionabile soprattutto per le donne.  L’ allungamento della vita media e i problemi che ha l’ Inps ed altri enti previdenziali di natura economica impongono ai governi di intervenire legislativamente per fare in modo di assicurare la pensione a tutti i lavoratori. Nel futuro si prospetta un allungamento dell’ età pensionabile di almeno 9 mesi e successivamente si sfonderà il muro dei 70 anni di età per gli uomini e dei 65 anni di età per le donne. Stesso percorso per le pensioni di anzianità. Oggi i dipendenti devono raggiungere quota 96 con età minima di 60 anni. Ma lo scalino già nel 2022 arriverà a 98 anni e 3 mesi con un età non inferiore a 62 anni e 3. E la quota 100 sarà superata nel 2034. Sono questi gli effetti della recente riforma Sacconi varata nel 2009 – 2010. Già nel 2015 avremo un adeguamento di circa 3 mesi ed il secondo adeguamento si avrà nel 2019. I successivi step impongono una revisione dell’ età pensionabile ogni tre anni. Infatti tali adeguamenti terranno conto della speranza di vita dei singoli individui che in base alle recenti ricerche è aumentata ogni tre anni di almeno 6 mesi. Si propone quindi secondo la norma Sacconi di adeguare l’ età dei futuri pensionati proprio alle aspettative di vita. Gli aumenti dell’ età pensionabile coinvolgeranno tutti i lavoratori sia uomini che donne sia lavoratori dipendenti che lavoratori autonomi. Gli unici che non vedranno slittamenti nell’ età in cui andranno in pensione saranno quelli che entro il 2015 raggiungeranno gli attuali requisiti per poter andare in pensione. Le simulazioni mostrano anno e mese di pensionamento e il tasso di sostituzione (la percentuale della pensione rispetto alla retribuzione finale) per lavoratori di entrambi i sessi, dipendenti e autonomi, che hanno cominciato a venti, venticinque e trent’anni. Sicuramente fra le categorie più penalizzate rientrano le lavoratrici donne che hanno iniziato a lavorare a circa 30 anni. L’ età di pensionamento attuale che è intorno ai 60 anni in futuro sarà traslata in avanti portandola dai 62 ai 66 anni, un aumento considerevole sopratutto per chi svolge lavori abbastanza pesanti e non gode della tutela prevista dalle norme per i lavori usuranti. Nel dettaglio possiamo affermare che più tardi si inizia a lavorare, maggiore sarà la possibilità di  sentire l’effetto dei nuovi requisiti, soprattutto se si smetterà di lavorare per un periodo nel corso della carriera. Uno dei problemi più grandi per la società sarà proprio quello di gestire lavoratori ultra sessantenni nel mondo lavorativo.

Continua: Età pensione cresce dal 2016





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