Crisi: 60% italiani teme di diventare povero

Filomena Spisso
  • Autore - Laurea in scienze politiche

Crisi: 60% italiani teme di diventare povero

Si aspetta ormai solo il peggio a seguito della crisi, con le famiglie portate ad accantonare i risparmi nonostante il crollo dei redditi, un notevole patrimonio culturale mal gestito ed una paese sempre più social, utilizzati dal 49 per cento della popolazione, ed infine il 60 per cento degli italiani ritiene che chiunque possa diventare povero. Sono alcuni degli aspetti emersi dal 48° Rapporto del Censis, presentato oggi al Cnel.

Un paese in recessione ma dove contanti e depositi bancari sono aumentati del 4,9 per cento tra il 2007 e il 2013. Si risparmia per possibili imprevisti.

La fascia di età compresa tra i 15 ed i 34 anni prima della crisi rappresentavano il 50,9 per cento dei disoccupati, ora si è saliti al 75,9 per cento. Salari, per chi lavora, inoltre troppo bassi e pertanto oltre la metà di 4,7 milioni di giovani che vivono per conto proprio, riceve un aiuto economico da parte dei genitori.

Per non parlare del patrimonio culturale, al primo posto nella graduatoria dei siti Unesco, ma che va ad occupare soltanto 304.000 lavoratori, l’1,3 per cento del totale, ovvero meno della metà del Regno Unito (755.000 unità) e della Germania (670.000).

Aumentano le distanze tra le aree del Paese, con un tasso di occupazione nella fascia compresa tra i 25 ed i 34 anni che a Bologna risulta pari al 79,3 per cento, ma che crolla, ad esempio, a Napoli al 34,2 per cento.

Nonostante tutto l’Italia conserva ancore il suo fascino all’estero: quinta destinazione turistica al mondo con 186,1 milioni di turisti stranieri nel corso del 2013.