Costruzioni: 2012 anno peggiore di sempre

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Il 2012 per il settore delle costruzioni è stato l’anno più nero nella storia del Paese, secondo quanto sottolineato dall’associazione dei costruttori Ance.

Da inizio crisi i posti di lavoro persi sono stati 446mila e con i settori dell’indotto salgono a 669mila.

Son 11.177 le imprese fallite.

Questi i numeri derivanti dal rapporto dell’osservatorio dell’Ance.

Si è toccato il fondo nel settore, con gli investimenti nel 2013 al sesto anno consecutivo in discesa, con un calo complessivo del 29%.

Dall’inizio della crisi, le imprese del comparto delle costruzioni che hanno chiuso rappresentano il 23% dei fallimenti registrati in tutti i settori economici.

Ecco altri dati che evidenziano ancor di più la crisi di un intero settore: nel 2012 le consegne di cemento sono calate del 22,6% ed il fatturato del legno è sceso del 19%.

Le stime per il 2013 indicano un ulteriore crollo del 5,6% rispetto al 2012 degli investimenti, nonostante gli incentivi fiscali e lo sblocco dei debiti della P.a.

Per il 2014 si prevede un calo del 4,3%: dall’inizio della crisi le costruzioni avranno così perso investimenti pari a 59,3 miliardi di euro, ben il 32,1%.

Senza considerare che da inizio crisi le compravendite di abitazioni sono calate del 49%, riportandosi ai livelli degli anni ’80, con un crollo nel 2012 di circa il 26%.

I motivi sono da ricercarsi nei pochi mutui concessi e nelle troppe tasse sulla casa.

 

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