Cosa sapere sul mutuo per la casa

Introduzione

Il mutuo per la casa altro non è che un finanziamento a medio-lungo termine, in genere con una durata che va da 5 a 30 anni: può consistere sostanzialmente in un impegno finanziario notevole, da valutare con grande attenzione. Il cliente provvede poi a rimborsarlo con delle rate di importo costante o variabile, di solito mensili o semestrali. A cosa serve il mutuo per la casa? Esso serve per acquistare, costruire o ristrutturare un determinato immobile, in particolare, come dice il nome, la casa di abitazione. Viene a chiamarsi “mutuo ipotecario” perché il pagamento delle rate è garantito da un’ipoteca su un immobile. C’è anche da dire che chiunque può richiedere un mutuo, ad esempio i giovani che hanno bisogno di denaro per comprare la prima casa: per ottenerlo è necessario dimostrare di essere in grado di restituire nel tempo la somma dovuta. Il mutuo, inoltre, viene concesso dalle banche e da altri operatori finanziari, di solito indicati come intermediari.

 

Alcuni punti da chiarire subito

Ecco alcune domande che bisogna porsi quando si va ad effettuare una richiesta di mutuo. 1)Quanto posso chiedere? In generale, l’intermediario concede un importo che non supera l’80% del valore dell’immobile, un valore che viene stabilito in base alla perizia effettuata da un esperto. A volte gli intermediari concedono dei mutui che vanno anche oltre l’80% del valore dell’immobile, ma in questi casi richiedono maggiori garanzie e spesso condizioni meno favorevoli per il cliente stesso. 2)Quale rata mi posso permettere? Prima di chiedere il mutuo, è opportuno valutare con molta attenzione il proprio reddito, anche in prospettiva, e la propria disponibilità mensile al netto delle spese fisse. È bene che la rata non superi però un terzo del reddito disponibile, per poter far fronte alle spese correnti, a spese impreviste e a possibili riduzioni di reddito (ad esempio, a causa di malattia, infortunio o licenziamento). 3)Quanto viene a costarmi il mutuo? La principale componente del costo è costituita dagli interessi, i quali sono il compenso per il prestito che viene erogato e dipendono anche dalla durata del mutuo. Agli interessi devono poi essere aggiunti anche altri costi, tutti espressamente indicati nel foglio informativo disponibile presso l’intermediario e sul suo sito web. Nella pianificazione delle spese si deve inoltre tenere conto delle spese notarili e delle imposte. 4)Quale durata mi conviene maggiormente? La durata del mutuo, solitamente concordata tra il cliente e l’intermediario e definita nel contratto, va a incidere sull’importo della rata. A parità di importo del finanziamento e di tasso di interesse, quanto più breve è la durata, tanto più alte sono le rate, ma più basso sarà l’importo dovuto per gli interessi; quanto più lunga è la durata, tanto maggiore è l’importo dovuto per gli interessi, ma le rate sono comunque più leggere.

 

Orientarsi tra i diversi mutui

È anche necessario effettuare un distinguo per quel che riguarda i principali tipi di mutuo: vediamoli insieme. A)Mutuo a tasso fisso: in questo caso, il tasso di interesse resta quello che è stato fissato dal contratto per tutta la durata del mutuo stesso. Lo svantaggio è quello di non poter sfruttare eventuali riduzioni dei tassi di mercato. Il tasso fisso può essere consigliato a chi vuole essere certo degli importi delle singole rate e dell’ammontare complessivo del debito da restituire fin dal momento della firma del contratto. A fronte di questo vantaggio, l’ intermediario spesso tende ad applicare condizioni più onerose rispetto al mutuo a tasso variabile. B)Mutuo a tasso variabile: il tasso di interesse può variare a scadenze prestabilite rispetto al tasso di partenza secondo le oscillazioni del parametro di riferimento, di solito un tasso di mercato o di politica monetaria. Il rischio principale è quello dell’aumento imprevedibile dell’importo o del numero delle rate. A parità di durata, i tassi variabili all’inizio sono più bassi di quelli fissi, ma possono aumentare nel tempo, facendo così aumentare le rate, anche in misura molto consistente. Il tasso variabile può essere consigliato a chi vuole un tasso sempre in linea con l’andamento del mercato e può sostenere eventuali aumenti dell’importo delle rate. C)Mutuo a tasso misto: il tasso di interesse può passare da fisso a variabile (o viceversa) a scadenze fisse e/o a determinate condizioni indicate nel contratto. Vantaggi e svantaggi sono alternativamente quelli del tasso fisso o variabile: questa flessibilità può comportare un tasso maggiore. Il tasso misto è consigliabile a chi, al momento della stipula del contratto, preferisce non prendere ancora una decisione definitiva sul tipo di tasso. D)Mutuo a due tipi di tasso: il mutuo viene suddiviso in due parti, una con il tasso fisso e una con il tasso variabile. Il doppio tasso è consigliabile a chi preferisce una soluzione intermedia tra il tasso fisso e il tasso variabile, equilibrando vantaggi e svantaggi di ciascuno. E)Mutuo a tasso agevolato: in alcuni casi, gli enti pubblici possono contribuire al pagamento degli interessi del mutuo.

 

 

SIMONE RICCI

ATuttoNet
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