Consob: obiettivo frenare la discesa di Piazza Affari

Sarà una riunione d’ emergenza quella indetta per la serata di oggi dall’ organo di vigilanza di Piazza Affari, la Consob appunto. In agenda vi è l’ obiettivo importantissimo di arginare i movimenti speculativi che hanno portato ad una caduta verticale delle quotazioni negli ultimi giorni.

 In particolare potrebbe ben presto entrare in vigore anche in Italia le norme sulla limitazione agli short selling ( le vendite al ribasso che quando sono effettuano allo scoperto dai grandi gestori producono una vera e propria caduta verticale visto che quando il titolo è in forte ribasso prevale la sfiducia e tutti gli operatori si orientano alla vendita). Infatti negli altri maggiori paesi europei le vendite allo scoperto sono fortemente limitate in modo da evitare fenomeni di speculazione aggressiva, molte volte portati dagli operatori di hedge funds.

Basti pensare alla giornata di venerdì dove si è assistito a scambi su Intesa e UniCredit più che raddoppiati sulla media, transazioni anomale, boom di vendite allo scoperto dall’estero, hedge fund scatenati e troppe indiscrezioni su stress test e ricapitalizzazioni. Transazione anomale hanno anche spinto la consob e Bankitalia a lanciare l’ allarme per quanto si stava verificando all’ interno di Piazza Affari, ed anche le procure si sono  allertate con qualcuno che ipotizzava il reato di aggiotaggio o altri reati finanziari. Molti si chiedono se non sia il caso di ripristinare le norme che venivano applicate in alcuni mercati mondiali per prevenire eccessivi fenomeni di vendite allo scoperto. Sarebbe infatti il caso di vietare le vendite allo scoperto o perlomeno di effettuare un efficace reporting delle operazioni effettuate durante la settimana in modo da scongiurare eventuali fenomeni troppo speculativi oppure addirittura compiere anche dei reati di natura finanziaria.

L’ Italia ha infatti troppo velocemente abbandonato le misure anti speculatori che si erano rese necessarie un po’ per tutti i mercati alla luce della crisi del 2008. Forse per questo anche gli speculatori si sono concentrati sulla piazza borsistica nazionale ed hanno potuto avere vita facile visto che comunque sebbene le misure non scongiurassero del tutto bolle speculative avevano il compito di arginare e scoraggiare speculatori troppo aggressivi. Alla luce della crisi che sconvolto alcuni paesi europei ( grecia ,ma anche Portogallo ed Irlanda non hanno del tutto superato i problemi interni) e visto anche le agenzie di rating che hanno recentemente lanciato alcuni allarmi sul debito pubblico italiano occorre valutare con serenità se effettivamente vi sia un rischio di default italiano o meno. In particolare sembra che si dia troppa importanza a quanto stabilito dalle agenzie di rating e che molte volte le stesse no sempre sono state affidabili ( si veda il caso Lehman brothers, quando sino al giorno del fallimento il rating era ottimo).

Borsa
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