Conoscere e valutare il rischio


 

Introduzione

Tutte le scelte di investimento che andiamo a porre in essere comportano inevitabilmente dei rischi. Ognuno di noi lo ha sperimentato quando ha scelto un indirizzo di studi invece di un altro, oppure ancora quando ha valutato delle opportunità di lavoro tra loro alternative. Abbiamo dovuto fare i conti con il rischio perfino nelle scelte che vanno a riguardare più da vicino la nostra vita privata: in tutti questi casi, il confronto con un consigliere fidato può essere stato molto utile per affrontare nel migliore dei modi le scelte più difficili.

 

Il rischio negli investimenti

Ovviamente, il rischio è sempre presente anche in relazione all’amministrazione del nostro risparmio. In questo caso, porre in essere un buon dialogo con l’istituto bancario è necessario per valutare in modo esatto i diversi strumenti e quali sono i rischi collegati alle diverse scelte effettuate. Una delle leggi fondamentali e più importanti degli investimenti riguarda in effetti proprio la relazione che esiste tra il rischio e il rendimento. In un investimento, a guadagni più alti corrispondono anche rischi molto più elevati e viceversa. Il rendimento maggiore può essere considerato una specie di premio che viene pagato a chi se la sente di affrontare delle incertezze più grandi. Dialogare con la banca ci aiuta a comprendere quali sono i reali livelli di rischio di ognuna delle diverse possibilità di investimento che abbiamo a disposizione; inoltre, lo stesso istituto di credito è così in grado di dirci con certezza se la remunerazione che riusciamo a ottenere è in linea con i rischi che ci stiamo assumendo. In sostanza, conoscere il rischio significa: 1)sapere e comprendere che a investimenti diversi corrispondono di solito dei livelli di rischio molto differenti; 2)sapere e comprendere che un rendimento maggiore comporta spesso un rischio molto più elevato.

 

Il rischio: fidarsi o temerlo?

Si tratta senza dubbio della domanda più importante che deve sempre porsi ogni tipo di investitore. Per questo motivo, quando si va ad affrontare una scelta di investimento, la domanda che ci si dovrebbe sempre chiedersi è: quanto sono disposto a perdere del mio capitale per effetto del rischio che è collegato a questo investimento? Se la risposta in questione è “zero”, allora vuol dire che non si è del tutto pronti a correre dei rischi, anzi per niente. Via via che ci si riconosce invece maggiormente disposti a sopportare una eventuale perdita in vista di un possibile guadagno futuro molto più alto, allora aumenta di pari passo anche la nostra capacità di sopportare il rischio. Inoltre, è altrettanto importante tenere sempre ben presente il tempo che abbiamo a disposizione per poter recuperare le perdite che potremmo subire. Ad esempio, infatti, un trentenne ha davanti a sé un orizzonte temporale molto lungo per poterle recuperare, mentre, al contrario, per un anziano questo orizzonte è sicuramente più breve. Per confrontarsi al meglio con il rischio è anche necessario imparare a dedicare un po’ di tempo al risparmio: per esempio, andando a leggere, informandosi e cercando di comprendere quali sono i rischi degli investimenti che si pensa di realizzare. Un atteggiamento attivo consente a tutti di fare le domande giuste alla banca di riferimento e aiuta a capire meglio il senso delle risposte che possono esser date: consigliarsi è certamente importante, ma la scelta finale spetta sempre e comunque all’investitore. Quindi, avere un rapporto corretto con il rischio vuol dire sostanzialmente quattro cose: a)valutare quali perdite si è disposti a sopportare in vista di un possibile guadagno nel futuro; b)valutare il tempo a disposizione per poter recuperare le eventuali perdite; c)dialogare con l’istituto di credito per comprendere meglio quali sono i rischi collegati a ogni tipo di investimento; d)affrontare solamente dei rischi consapevoli.

 

La sicurezza delle cedole

Chi teme maggiormente il rischio, di solito preferisce investire in titoli a reddito fisso: le obbligazioni pagano infatti un interesse regolare in ogni periodo, definito “cedola”, e rimborsano l’intero investimento alla scadenza. La cedola può essere di ammontare fisso oppure variabile; in questo secondo caso, inoltre, è collegata a un tasso di interesse a cui viene aggiunto un piccolo premio. Vi sono però anche delle obbligazioni senza cedola, il cui rendimento è dato dalla differenza tra la somma rimborsata alla scadenza e il prezzo, più basso, pagato per sottoscrivere il titolo. Si può dire che è vero, in generale, che le obbligazioni sono un investimento a basso rischio: e di solito offrono un rendimento tanto più alto quanto più lunga è la loro durata. Tuttavia, anche i titoli a reddito fisso devono essere avvicinati con consapevolezza. Esiste infatti il rischio, quasi inesistente quando il debitore è lo Stato, che la somma versata possa non essere restituita o che non siano pagate le cedole. Inoltre, il valore di un’obbligazione a tasso fisso varia se i tassi di interesse salgono oppure scendono: è un effetto di cui ci accorgiamo solo se vendiamo il titolo prima della sua scadenza naturale.

 

 

 

 

SIMONE RICCI

Continua: Perchè dialogare con la Banca





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