Come reagire alla crisi: consigli per imprese e famiglie


Introduzione

Gli imprenditori che hanno bisogno di nuovi finanziamenti e di prendere un po’ di respiro nel rimborso dei prestiti, ma anche chi si trova disoccupato o in cassa integrazione ed ha problemi a pagare il mutuo, possono beneficiare di due nuove soluzioni concrete. Due società a partecipazione pubblica, la Cassa depositi e prestiti e il Gruppo Sace, con il sostegno dell’Associazione Bancaria Italiana e degli istituti di credito, hanno reso operativi gli strumenti che il governo ha attivato e potenziato e per accrescere le opportunità di credito. Come sfruttare al meglio questi strumenti?

 

Guida pratica per reagire alla crisi

Ecco le indicazioni più utili che possono essere fornite in questo senso. 1)Piccoli imprenditori alle prese con un finanziamento a condizioni favorevoli. Nel caso si abbia bisogno di un finanziamento per una durata superiore ai 12 mesi – in aggiunta agli strumenti che sono abitualmente offerti – la banca può attingere agli 8 miliardi di euro messi a disposizione dalla Cassa depositi e prestiti. Con l’utilizzo di questi fondi, le banche ottengono a condizioni particolari le risorse necessarie per la concessione di un prestito. Per poter essere comunque certi che i benefici si ripercuotano sul tasso applicato all’azienda, la banca, nel contratto che verrà stipulato, renderà noto il ricorso ai fondi della Cassa e il relativo costo di raccolta sostenuto. Inoltre, la Sace potrà garantire alla banca fino alla metà del finanziamento, aiutando così il richiedente ad ottenerlo in maniera più semplice. In questo caso, il vantaggio specifico per l’impresa è quello di poter usufruire di prestiti superiori ai 12 mesi a condizioni favorevoli. 2)Piccoli imprenditori con difficoltà ad accedere a un finanziamento. Con una disponibilità che nel corso del 2009 è stata portata fino a 2 miliardi di euro, il Fondo Centrale di Garanzia per le piccole e medie imprese può attivare circa 30 miliardi di euro di finanziamenti. Si tratta di un fondo pubblico, il quale opera per molte tipologie di imprese, anche quelle artigiane. Esso garantisce una parte del finanziamento per qualsiasi tipo di operazione finanziaria (ricorso al credito a breve, medio e lungo termine, operazioni di piccolo importo, acquisizione di partecipazioni, prestiti partecipativi…) che sia collegata allo sviluppo delle piccole e medie imprese e in particolare a progetti di innovazione di prodotti, servizi e processi aziendali. L’importo garantito per ciascuna azienda arriva sino a 1,5 milioni di euro: inoltre, se il soggetto è titolare di un’impresa a prevalente partecipazione femminile, oppure se si aderisce a iniziative di programmazione negoziata o si ha sede nel Mezzogiorno, ci saranno condizioni di ulteriore favore. 3)Impresa con difficoltà a rispettare le scadenze di rimborso dei prestiti bancari, anche per l’allungamento dei tempi di incasso dei crediti. Grazie a un accordo firmato tra il governo, le banche e le imprese, se ci si trova in momentanea difficoltà nel pagare le rate o si ha già un ritardo nel pagamento, si può: a.sospendere per 12 mesi il pagamento della quota capitale delle rate di mutuo; b.sospendere per 12 mesi il pagamento della quota capitale implicita nei canoni di operazioni di leasing immobiliare (6 mesi per le operazioni di tipo mobiliare); c.allungare a 270 giorni le scadenze del credito a breve termine per far fronte alle esigenze di cassa, con riferimento alle operazioni di anticipazione su crediti certi e esigibili. Ciò avverrà senza alcun costo aggiuntivo, alle stesse condizioni di tasso di interesse, senza richiesta di garanzie ulteriori e interessi di mora per il periodo di sospensione.

 

Altre informazioni utili

A)Fornitura di beni e servizi a una pubblica amministrazione, senza riuscire a ottenere il pagamento né a cedere la fattura. Se si è provveduto a tale operazione nei confronti di un ente pubblico sul territorio, sia esso un comune, una provincia o una regione, ma non si è ancora ricevuto il pagamento pattuito, c’è una apposita procedura che ci accorre in aiuto. Entro il 31 dicembre 2009, infatti, si può richiedere all’ente debitore di certificare il credito, con una procedura semplice e senza alcun onere aggiuntivo: l’ente risponderà entro venti giorni. B)Richiesta di un finanziamento all’istituto di credito portando come garanzia un credito vantato nei confronti della pubblica amministrazione. Quale procedura bisogna seguire in questo caso? Se il soggetto vanta dei crediti nei confronti di una pubblica amministrazione e vuole utilizzare questi stessi crediti come garanzia per richiedere un finanziamento, oggi esiste un nuovo meccanismo che agevola tutti i passaggi. In questo caso è sufficiente recarsi alla banca e portare i crediti come garanzia per il finanziamento; a questo punto, la Sace potrà concedere delle garanzie su anticipazioni bancarie fino a un massimo di 24 mesi con possibilità di rimborso parziale anticipato a fronte dei pagamenti della pubblica amministrazione. Il vantaggio principale di questa eventualità risiede nel fatto che si possono usare molto più facilmente questi crediti come garanzia per un finanziamento della banca.

 

 

 

SIMONE RICCI

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