Carte di credito: perchè usarle?


Introduzione

Nonostante oltre il 70% degli italiani possieda un PagoBancomat e circa il 38% una carta di credito, la percentuale di utilizzo delle carte di pagamento nel nostro paese risulta ancora tra le più basse di tutta Europa. La ragione principale per questa tendenza è collegata ad un retaggio culturale che le fa percepire come degli strumenti da utilizzare in prevalenza all’estero o in casi del tutto straordinari. Ulteriore fattore di resistenza è determinato dalla sensazione di perdere il controllo delle spese. Modificare un’abitudine radicata richiede sempre del tempo, ma per fortuna a questo atteggiamento se ne va progressivamente ad affiancare uno più innovativo. Sono sempre di più gli italiani consapevoli dei vantaggi delle carte: non ultimo proprio quello di consentire, grazie alla rendicontazione di ogni pagamento, un più attento controllo delle spese.

 

I vantaggi delle carte di credito

Analizziamo in dettaglio le principali opportunità offerte dalle carte rispetto al contante. 1)Comodità. Con le carte non occorre contare i resti e si ha sempre a propria disposizione la somma necessaria per effettuare l’acquisto desiderato. Infatti, le carte, se aderiscono ai circuiti internazionali, sono sia accettate in tutto il mondo e consentono di effettuare acquisti ovunque e, inoltre, consentono di ritirare contante all’estero, direttamente  nella valuta corrente. Le carte di credito, poi, permettono anche di acquistare oggi e “pagare domani”, di acquistare o prenotare beni e servizi a distanza (telefonicamente oppure online) e di ottenere un vero e proprio finanziamento nel caso di carte revolving. 2)Sicurezza. Nel caso le carte vengano smarrite o sottratte, possono comunque essere bloccate con una semplice telefonata e nessuno può, quindi, farne più uso. È anche possibile attivare dei servizi direttamente sui cellulari, i quali consentono di ricevere un sms completo circa tutti i dettagli di ogni operazione di pagamento compiuta con la propria carta, assicurandosi, pertanto, che non venga utilizzata indebitamente da terzi. 3)Controllo. Grazie a una serie di operazioni (effettuabili su internet o presso gli sportelli Bancomat), è possibile anche andare a verificare e tenere traccia, in ogni momento, dello stato in cui si trovano i pagamenti. 4)Velocità. Il fatto che non vi siano né resti né conteggi, permette di rendere più agevole il momento per portare a conclusione il pagamento.

 

Sepa: una ragione in più

A partire dal mese di gennaio di quest’anno, e progressivamente entro il 31 dicembre 2010, tutte le carte di pagamento che circolano all’interno dei 31 paesi dell’area Sepa avranno caratteristiche del tutto analoghe. In particolare: a)tutte le carte Pago Bancomat potranno essere accettate negli esercizi commerciali della stessa Sepa; b)tutte le carte, entro la fine del 2010, saranno dotate, in maniera progressiva, di tecnologia a microchip, il supporto che ad oggi garantisce il più alto livello di sicurezza; c)gli sportelli Bancomat avranno funzionalità identiche, grazie soprattutto a un processo di standardizzazione e non vi sarà alcuna differenza nell’eseguire un prelievo in Italia o nei 31 paesi dell’area Sepa. Anche per chi possiede un esercizio commerciale, la Sepa andrà a introdurre notevoli miglioramenti. Sarà infatti possibile stipulare una convenzione con un qualsiasi acquirer all’interno dei 31 paesi e una maggiore concorrenza porterà, ad esempio, ad una riduzione dei costi; inoltre, ci sarà anche una scelta sempre più ampia e variegata di gestori di terminali. Senza contare, poi, che dare la propria preferenza alle carte piuttosto che al contante garantisce notevoli vantaggi, tra cui la riduzione del rischio di furti o del pagamento con assegni o denaro falso e l’abbattimento dei costi legati alla gestione del contante.

 

Sepa: alcuni dati e informazioni

Quali paesi andranno a far parte della Sepa? Essa include sostanzialmente, come abbiamo ripetuto più volte, 31 paesi: si tratta dei 15 paesi dell’Unione Europea che utilizzano l’Euro (Italia, Germania, Francia, Spagna, Portogallo, Grecia, Austria, Finlandia, Irlanda, Paesi Bassi, Belgio, Lussemburgo, Slovenia, Cipro e Malta), di 12 paesi, sempre dell’Unione Europea, che utilizzano una valuta diversa dall’euro sul proprio territorio nazionale, ma che comunque effettuano pagamenti in euro (Regno Unito, Svezia, Danimarca, Estonia, Lituania, Lettonia, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria, Bulgaria, Romania) e di altri quattro paesi (Svizzera, Norvegia, Islanda e Liechtenstein). L’obiettivo è quello di offrire a cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni la possibilità di eseguire e ricevere, all’interno dei confini nazionali e tra i paesi diversi che compongono la stessa Sepa, pagamenti in euro con condizioni di base, diritti e obblighi uniformi, a partire da tempi massimi di esecuzione certi. L’attuale differenza tra pagamenti nazionali e intra-europei cesserà di esistere in maniera progressiva: l’adozione di criteri e standard comuni all’interno della Sepa, porterà ad un sistema dei pagamenti più efficiente. Le piccole e le medie imprese potranno beneficiare di procedure semplificate e della riduzione di tempi e spese collegate alle diverse operazioni bancarie; per gli operatori commerciali e le grandi imprese, l’adozione di standard comuni consentirà notevoli risparmi, soprattutto per quelle imprese che hanno relazioni commerciali con clienti o fornitori in diverse nazioni.

 

 

 

SIMONE RICCI

Continua: Le novità SEPA per le carte di credito





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