Buoni fruttiferi postali indicizzati all'inflazione


btpSecondo i vertici di Poste Italiane, i Buoni fruttiferi postali indicizzati all’inflazione sono molto più convenienti rispetto ai classici BTP dello Stato, e vengono anche spiegati i motivi.

Innanzitutto evidenziamo che i buoni fruttiferi postali indicizzati all’inflazione, possono essere sottoscritti soltanto se si è titolari di un libretto di risparmio postale oppure di un conto corrente BancoPosta.

Si tratta ovviamente di due investimenti che sono entrambi garantiti dallo Stato, ma le Poste Italiane spingono sul fatto che i vantaggi per i risparmiatori sono maggiori sottoscrivendo i Buoni Postali. Andiamo ad analizzare meglio nel dettaglio.

Innanzitutto si evidenzia che sono completamente assenti la voci di “spesa” nei buoni postali, sia per quanto riguarda le spese di emissione che quelle per la custodia e il rinnovo. Al contrario, i titoli di Stato invece obbligano il futuro investitore ad aprire un conto di deposito titoli, che ovviamente presenta dei costi.

Inoltre viene anche messo in evidenza che i buoni postali indicizzati presentano una durata minore rispetto ai Buoni del Tesoro, che non può superare in nessun caso i dieci anni, e inoltre possono essere facilmente rimborsati.

Infatti è possibile richiedere il rimborso in via anticipata senza perdere nulla, e ciò perchè viene sempre garantito la restituzione del capitale iniziale. Si può notare che nel caso in cui la richiesta di rimborso venga fatta dopo 18 mesi, sono anche dovuti gli interessi fissi e quelli inflazionistici, che sono maturati fino a quel momento.

Continua: Buoni Fruttiferi Postali 2012