Borse: piazza affari e il rischio recessione

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Borse nuovamente a picco ed adesso gli investitori si interrogano in maniera decisa se non sia il preludio di una nuova crisi recessiva o meno. In particolare piazza affari , nella giornata di ieri, perde oltre il 4,8 per cento e brucia in un giorno solo oltre 250 miliardi di euro, nonostante le recenti manovre abbiano assicurato un gettito totale di oltre 80 miliardi di euro.

Allora ecco rispuntare le voci un declassamento nuovamente del debito italiano da parte di Moody’s ed il cancelliere tedesco accomuna l’ Italia addirittura alla Grecia dicendo che la situazione è molto fragile. Sul paniere principale le banche sono state affondate come puntualmente avviene nelle giornate di forti tensioni sul debito e dunque sui titoli pubblici dei quali gli istituti di credito sono i grandi detentori. Intesa San paolo perde circa il 7 per cento, UniCredit il 7,3 per cento, ed anche gli energetici, mediaset e fiat accumulano perdite per oltre 5 punti percentuali. Purtroppo la situazione non è facile ed anche la comunità europea allarmata chiede di intraprendere misure durature in modo tale da scongiurare il rischio default.

L’ indicatore del maggiore rischio che si materializza è dato dal nuovo record del btp italiano rispetto allo spread tedesco. Infatti lo spread delle obbligazioni italiane rispetto all’ omologo tedesco a dieci anni sono balzate dai 331 punti di venerdì agli attuali 370 punti. Non siamo ancora ai livelli dello scorso 5 agosto, quando lo spread si era allargato toccando il picco storico di 416 punti base, costringendo così la Bce ad intervenire con acquisti massicci di BTp a medio e lunga scadenza., ma la banca centrale europea, potrebbe non avere intenzione di intervenire sempre ed in ogni caso.

Tutti questi dati negativi, come il ritorno ad un livello non accettabile dello spread, hanno radici nella sfiducia degli investitori, soprattutto gli istituzionali, come nel caso di qualche mese fa. Infatti gli analisti professionisti giudicano la manovra troppo leggera e le recenti incertezze non hanno contributo a dare fiducia ai mercati. In particolare viene contestato all’ Italia di aver usato troppo la leva fiscale rispetto a manovre più durature che abbiano la possibilità di dare slancio all’ economia. In questo frangente occorrerebbero poche righe ma stringate in cui si descrivono quali siano le azioni da intraprendere per fare in modo che l’ Italia riduca fortemente il rapporto debito pubblico / pil e dia quindi fiducia ai mercati ( la vendita di titoli pubblici italiani ha prodotto paradossalmente una situazione in cui  i titoli del debito italiano sono addirittura più costosi dei titoli di debito spagnoli, infatti i titoli degli swap italiani sono a quota 422 punti base, mentre gli omologhi spagnoli si fermano a 401 punti base).

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