Analisi tecnica: l’abc per chi comincia


Introduzione

Sapere in anticipo quello che accadrà in futuro è qualcosa che ha sempre affascinato e attratto il genere umano: in ambito finanziario, in particolare, al giorno d’oggi, con l’evolversi nel tempo dei mercati finanziari e la crescente propensione al rischio dei risparmiatori, si è fatta sempre più stringente l’esigenza di riuscire a determinare in anticipo cosa accadrà a prezzi e titoli quotati. Chi non vorrebbe sapere quale è il momento migliore per comprare o vendere un titolo? Per chi vuole operare in Borsa cercando di anticipare le mosse dei mercati, lo strumento a cui affidarsi è la cosiddetta analisi tecnica, una particolare metodologia operativa fatta di varie tecniche, teorie e sistemi di carattere matematico-statistico che portano a rappresentazioni grafiche di vario tipo, in grado di aiutare a capire in quale direzione si sta muovendo un titolo o, più in generale, un mercato. C’è chi crede e investe in tali strumenti e chi invece, più scettico, preferisce affidarsi alla sorte ignorando questi sistemi. Il ricorso allo studio di grafici e serie storiche di prezzi non è strettamente necessario per operare in borsa con successo, ma il loro utilizzo può essere molto utile.

Le origini dell’analisi tecnica

L’analisi tecnica è uno strumento tutto sommato recente e la sua nascita può essere ricondotta agli inizi del ‘900. L’ambito originario di applicazione era quello dei mercati ortofrutticoli nordamericani; solamente in seguito essa ha iniziato a trovare utilizzo sui mercati azionari. Il concetto di fondo che accomuna le varie tecniche di tale analisi è sempre lo stesso: studiare l’andamento passato di un titolo per capire quale potrebbe essere la sua evoluzione futura. Ci sono però fenomeni particolari di cui anche chi opera attraverso l’analisi tecnica deve tenere conto. Esistono ad esempio eventi in grado di muovere il mercato, come le fasi lunari, il giorno della settimana o il mese dell’anno. Studi di lungo periodo hanno assodato infatti che, per fare degli esempi, nel lunedì successivo alla scadenza delle opzioni il mercato azionario registra un rialzo nel 62% dei casi e che comunque, in generale, nelle giornate di lunedì il mercato tende ad aumentare più frequentemente di quando tenda a diminuire.

L’effetto massa

Bisogna poi considerare anche gli aspetti psicologici che condizionano gli atteggiamenti e le scelte di investimento dei risparmiatori. Nel 1841 Charles Mackay pubblicò la sua opera “Straordinarie delusioni popolari e la pazzia delle folle“, nel quale aveva investigato una serie di disastri finanziari creati dall’azione di masse di persone. Il più famoso di essi fu forse la Tulipomania registrata in Olanda verso il 1750, in cui la gente portò i prezzi dei bulbi di tulipano a livelli astronomici, per poi lasciarli crollare ad un valore razionale. La psicologia delle masse portò anche al crack del 1929. Da quanto si evince dal libro, quando le variazioni al rialzo dei prezzi gonfiano una bolla speculativa di tipo finanziario, questa finisce sempre per scoppiare, lasciando i ritardatari con le tasche vuote. L’azione della massa sembra seguire un preciso modello: un soggetto acquista ad un prezzo già inflazionato, ma per costui conta solo rivendere ad un prezzo superiore; quando non si trova nessun compratore, il prezzo smette di aumentare ed ognuno cerca di realizzare nello stesso momento i profitti, facendo crollare il valore del titolo. I prezzi delle azioni, delle obbligazioni, delle materie prime e dei tassi di cambio sono in movimento costante e caotico; essi possono aumentare e diminuire molto rapidamente, in maniera apparentemente irrazionale. Ciò è provocato dai milioni di eventi che causano le transazioni sul mercato. Un’evidente conferma dell’esistenza dell’effetto massa giunge dalle reazioni dei mercati ad eventi importanti. Le cattive notizie innescano immediatamente una corsa generalizzata alle vendite, che si trasforma di solito in un’apertura delle borse molto debole, a cui fa seguito una fase di stabilizzazione dei prezzi. Il contrario succede nel caso di buone notizie.

Come neutralizzare l’effetto massa

L’unico modo per cercare di sottrarsi all’effetto massa è quello di individuare in anticipo degli specifici obiettivi di prezzo e di tempo nell’ambito del movimento in atto su un titolo o un mercato; un compito di cui si occupa appunto l’analisi tecnica convenzionale, la quale cerca di determinare se una certa azione salirà o scenderà e quanto durerà l’escursione del prezzo. Attraverso lo studio di cicli e serie numeriche, l’analisi tecnica cerca di stabilire il momento più probabile in cui avverrà un cambiamento della tendenza in atto, sia su un singolo titolo che su un mercato. La premessa è che nulla vieta di investire sul mercato azionario senza stabilire obiettivi di prezzo e tempo: in tal caso, però, il rischio di ampie fluttuazioni del valore del capitale investito è molto più elevato. Chi opera sul mercato delle opzioni, ad esempio, sa che è quasi impossibile speculare su tali strumenti derivati senza prima aver definito uno scenario. Operare attraverso precisi obiettivi di prezzo e di tempo consente di ridurre il mantenimento di posizioni aperte nel mercato ed evita di ritrovarsi in situazioni negative in cui prevale l’effetto panico. In altre parole, usare l’analisi tecnica permette di non doversi confrontare con la folla.

SIMONE RICCI per BorsaeDintorni.it

Continua: ANALISI TECNICA USD / JPY 25 – 29 ottobre