The Pact, la recensione


Quest’oggi parliamo di un piccola film horror che però, fin dal trailer, non può non colpire per la particolare cura con la quale sono state girate le immagini. Si tratta di ‘The Pact’, del regista e sceneggiatore Nicholas McCarthy. E questo The Pact può tranquillamente rientrare nella categoria delle ‘ghost stories’, cioè film che, come suggerisce il nome stesso, hanno come fulcro proprio i fantasmi. Ecco la trama che, di per sé, potrebbe apparire leggermente banale: protagoniste della pellicola, sono due sorelle che, dopo la morte della madre, decidono di ritornare a vivere proprio nella casa dove è deceduta la loro mamma. Ma, purtroppo per loro, la casa si è popolata di entità invisibile –e non troppo amichevoli- che terrorizzano le due sorelle. Ma, tralasciando la trama e come accennato all’inizio, The Pact può sicuramente essere apprezzato per lo stile delle immagini, per alcune trovate veramente originali e la grande cura nel miscelare sapientemente i dialoghi, i rumori ed ambientazioni. Questi due ultimi elementi, come intuibile, rappresentano l’hummus sul quale deve costruirsi necessariamente una ghost story, dove in teoria è ben poco ciò che si può mostrare e tutto è affidato alla bravura nel riempire i ‘vuoti’ delle immagini, mantenendo viva la storia. In questo McCarthy sembra essere stato molto bravo, seppur si parla di un regista e sceneggiatore praticamente esordiente, con alle spalle appena qualche cortometraggio. Si vede che la ‘classe non è acqua’, come direbbe qualcuno. E le immagini perturbanti di The Pact parlano da sole.  Insomma un piccolo film, forse non molto conosciuto, ma che farà sicuramente la gioia di moltissimi appassionati del genere, ne siamo certi.

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