Sanctum 3D: è piaciuto ai fan di Avatar?

Uscito nelle sale lo scorso weekend, Sanctum 3D (diretto da Alister Grierson e prodotto da James Cameron) racconta la storia di un gruppo di speleologi che esplorano le grotte subacquee di Esa-Ala, nel Pacifico Meridionale e che a causa di una tempesta imprevista si trovano intrappolati nel profondo di una caverna sottomarina.

Per cercare di sopravvivere dovranno spingersi ancor più a fondo, nella speranza di arrivare al mare, prima che l’acqua li seppellisca del tutto. Sullo sfondo della vicenda il complicato rapporto tra il capo della spedizione e il figlio diciassettenne.

Il tentativo di portare l’esperienza 3D a nuovi livelli è evidentemente uno dei motivi cardine della nascita del film. Più di qualcuno infatti sospetta che nelle intenzioni di Cameron c’era il valutare l’effetto delle riprese 3D sottomarine, all’interno di scene d’azione, con la prospettiva di utilizzare questa esperienza nel sequel di Avatar.

E la critica ha fatto notare che per ora il risultato non è affatto convincente. Sanctum 3D (uno dei pochi film girati specificatamente per il 3D e non soggetti a lavorazione posticcia, come molti altri comparsi nelle sale del 2009 in poi, sull’onda del successo di Avatar) ha sicuramente dalla sua una grande spettacolarità visiva; tuttavia proprio il massiccio uso della tecnologia 3D priva molte scene del necessario pathos e del necessario ritmo.

Inoltre, sempre a detta dei critici risulta addirittura percepibile la natura sperimentale della produzione; la vicenda in se non è inquadrabile in nessun genere preciso (non è un thriller, ne un film d’azione, ne altro) e la sceneggiatura mette sulla bocca degli attori alcune battute talmente forzate da far smarrire, spesso, la tensione narrativa.

Sanctum 3D: è piaciuto ai fan di Avatar?