Lourdes: recensione

Christine è sulla sedia a rotelle a causa della sclerosi multipla.

Stanca e sfiduciata dai referti medici decide di recarsi a Lourdes in pellegrinaggio.

È una donna forte, sempre sorridente e vitale, e in Francia cerca di fare amicizia con i suoi compagni di avventura.

Qui Christine si troverà fianco a fianco con gli emarginati della vita, i malati, coloro che sono abituati a giorni di sofferenza e solitudine, senza alcuna apparente via di scampo.

Poco prima della partenza Christine riacquista la sensibilità alle gambe, riuscendo di nuovo a camminare.

Tutti gridano al miracolo e la donna  si prodiga per aiutare gli altri, in considerazione dell’apparente grazie subita.

Lourdes è un film diretto da Jessica Hausner che ha avuto un gran successo all’ultimo Festival del Cinema di Venezia.

Sotto i riflettori vengono messe la “normalità”, la speranza del miracolo, la Chiesa proprietaria dei sogni dei malati.

In tutto questo c’è Lourdes, la capitale mondiale della speranza, dove tutti si recano in cerca della loro illusione, a patto di comprare molti souvenir e chiudere un occhio al misticismo che sembra essere onnipresente.

La regia della Hausner è minimalista, quieta, dolce e umana. La mano della regista scruta, legge, cerca. Sarà la forza di Christine a permetterle di tornare alla vita, che si rivelerà contenitori di dubbi e di problemi.

Lourdes dovrebbe piacere a tutti, sarà preferito senza dubbio dagli innamorati della fiction di religione, in Italia molto gettonata e con questo film ritrovata, forse per la prima volta, al cinema. 

 

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Cinema10
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