Looper Recensione: tra sci-fi e paranormal!

La recensione che non vi aspettavate, sì perché il film di Rian Johnson, Looper, supera le aspettative di genere. Non è esattamente il solito sci-fi con un viaggio nel tempo. Non è l’apoteosi della banalità. Si lascia scorrere e visionare con piacere; è ansiogeno tanto quanto un paranormal con dei bambini protagonisti. Joseph Gordon-Levitt diventa un Bruce Willis ringiovanito. Il tempo va e viene si lascia correre, superare, per poi tornare su sé stesso. L’omicidio su commissione è gestito dalla mafia. Nel 2044 il viaggio nel tempo non esiste ancora, ma 30 anni dopo sì; scoperto e subito bandito; utilizzato dalla mafia per far fuori i personaggi scomodi. Ma ogni loop deve essere chiuso. Ogni assassino su commissione un giorno dovrà essere fatto sparire perché non resti traccia dell’attività illegale. Ecco allora che un looper potrebbe trovarsi davanti il suo io futuro ed essere costretto ad ucciderlo, seppur roso da sentimenti di pietà e commozione…

Un film che a tratti cede allo splatter e che, nella seconda parte, raggiunge un pathos paranormal grazie alla presenza del germe del male, un bambino che, solo se ripreso di spalle, ha in sé l’inquietudine del miglior paranormal activity. Ma come impedire che gli errori del passato non vengano più commessi? E come impedire che, ogni azione, legata strettamente ad un’altra, provochi l’avvento di un mondo corrotto e gestito da un despote malefico? Come impedire che il vecchio Joe perda l’amore della sua vita, l’unica luce nel tunnel dell’omicidio? E come impedire che un bambino problematico perda sua madre e, di conseguenza, diventi il committente dell’assassinio della moglie del vecchio Joe? Forse solo la morte può chiudere un cerchio di violenza e surrealtà…

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