La Passione: una commedia irriverente sui mestieri del cinema

E’ giunta al cinema venerdì scorso l’ultima fatica di Carlo Mazzacurati che, a tre anni dalla direzione di La Giusta Distanza,

è tornato in cabina di regia per mettere mano ad un’abile commedia incentrata sul mestiere del regista ai giorni nostri.

Ed il risultato è proprio La Passione, pellicola che porta sul grande schermo un Silvio Orlando alle prese con Gianni Dubois,

regista in fase di fallimento perseguitato dal proprio produttore che gli dà un ultimatum definitivo pe la realizzazione di un film.

Per il direttore di scena è l’ultima possibilità di dirigere una pellicola, così come di portare avanti la sua passione,

mettendo in evidenza l’abisso in cui è caduto il mondo dell’arte nell’epoca contemporanea.

Costretto a lavorare con una delle attrici più in voga del momento, Gianni dovrà far fronte alla mancanza di idee in cui si è inabissato per volere dle produttore,

fino ad arrivare ad accettare, suo malgrado, di dirigere un documentario sulla sacra rappresentazione del venerdì santo.

Tra irriverenza, simpatia ed anche una buona dose di spunti riflessivi, La Passione parte dal mestiere del regista per poi aprirsi ad un’analisi del mondo dell’arte,

in cui la creatività ed il sentimento dei suoi fautori viene costantemente minacciato dal concetto di modernità di cui è divenuta soggetto.

Una critica ben diretta delle strategie commerciali che si elevano alla base di molti prodotti artistici dei giorni d’oggi.

Al fianco di Silvio Orlando, nel film compaiono Giuseppe Battiston, Corrado Guzzanti, Cristiana Capotondi e Stefania Sandrelli.

 

La Passione: una commedia irriverente sui mestieri del cinema

Cinema10
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