Intervista a Quentin Tarantino su Inglorious Bastards

La stampa italiana non s’è fatta sfuggire occasione migliore per intervistare Quentin Tarantino, presente a Roma per la prima in sala del suo ultimo film, “Inglorious Bastards”. Film storico in salsa pulp, la trama è quella di un manipolo esaltato di soldati americani ed ebrei che partono per la Francia con la missione di sterminare quanti più nazisti possibile. Soldati ebrei? “Carina, eh?Non l’avevo mai vista al cinema, mi sembrava una bella idea!” ha dichiarato Tarantino, in merito ad alcune domande sull’eventuale polemica storica che il suo film vorrebbe suscitare.

Ma il problema della polemica o dell’interpretazione è soltanto nostro. Tarantino, si sa, quando fa cinema pensa soltanto al suo mestiere, e nient’altro: “Volevo fare un film di guerra che rendesse omaggio ai maestri di questo genere: Castellari, Lenzi, Margheriti, il cinema italiano che i giapponesi chiamano makaroni-kombat movie – ha dichiarato il regista. “E volevo che il film appartenesse al sotto-genere “bunch-of-guys-on-a-mission movie” (film su un gruppo di uomini in missione). Sono partito da “Quel maledetto treno blindato” di Castellari e ho cominciato a scrivere la sceneggiatura ambientandola nella Francia occupata. Non pensavo di allontanarmi troppo dalla Storia vera, quella con la S maiuscola. Ma arrivato al finale mi sono bloccato. Che faccio? Dove lascio i miei personaggi?

Ho risolto il problema pensando che i personaggi non conoscono la Storia, non sanno cosa succede nel “loro” futuro perché vivono nel presente. E allora ho deciso: se la Storia va di là, io vado di qua. Non vorrei svelare cosa succede a zio Adolf, ma possiamo dire che il potere del cinema fa cadere i tiranni! La conclusione del film non è avvenuta nella realtà storica perché i miei personaggi non sono esistiti… ma se fossero esistiti sarebbe andata esattamente così”.

Fonte: www.fangoria.com