Intelligenza Artificiale: a voi è piaciuto?


E’ andato in onda ieri, su Rete4 in prima serata, A.I. Intelligenza Artificiale, film diretto e sceneggiato da Steven Spielberg, basato su un progetto di Stanley Kubrick. Nomi da far tremare le gambe.

Per chi non aveva voglia di vedere il match mondiale Spagna-Germania, si può dire che una volta tanto, l’offerta televisiva concedeva una buona contro-partita. A.I.

Intelligenza Artificiale è infatti un film che non si dimentica facilmente. Un film per certi versi complesso ma meravigliosamente realizzato da quel genio di Steven Spielberg, capace di mettere su una sinossi perfetta tra favola e attualità.

Attori magistrali, ad iniziare da Haley Joel Osment, ex bambino prodigio de Il Sesto Senso, tanto per dirne una. Affiancato dal gigolo Jude Law, Haley Joel Osment da di sè un’altra incredibile prova attoriale: il ragazzo non ti da tregua, emoziona, esprime.

Siamo in un futuro “futuristico”. L’umanità vive in seguito a cataclismi in una terra che ha subito lo scioglimento della calotta polare. Meccani ed esseri umani convivono in uno scenario tecnologico avanguardistico in cui la lotta tra il reale e l’artificio è apparentemente accettata. Apparentemente.

David (Haley Joel Osment) è un bambino-robot. Un esemplare unico nel suo genere in quanto è l’unico meccano in grado di provare sentimenti. David viene affidato ad una coppia, il cui figlio naturale è stato ibernato in seguito ad una grave malattia. David riuscirà a farsi amare da Monica, sua madre adottiva, fino al giorno in cui però, tornerà a casa Martin, guarito incredibilmente dalla sua malattia.

Davide verrà abbandonato in un bosco da Monica e inizierà in questo momento il percorso del bambino robot che vuole diventare un bambino vero per riuscire a riconquistare sua madre.

Nel percorso David incontrerà Joe, robot Gigolo (Jude Law) che cercherà di condurre il bambino alla ricerca della Fata Turchina, l’unica in grado di trasformarlo in un ragazzino vero.

Il parallelismo con la favola di Pinocchio è naturale, e le stesse citazioni presenti nel film vanno in questa direzione, compreso il Paese dei Balocchi messo su da Spielberg, sebbene in chiave più spettrale e metropolitana.

David non riuscirà a diventare un bambino vero,ma riuscirà a ritrovare sua madre. Le modalità attraverso cui avverrà il ritrovamento però sono tutte da vedere…

La premiata ditta Spielberg-Kubrick ha tirato fuori dal cilindro un film unico nel suo genere.  Citazioni, riferimenti alti, sistema narrativo perfetto e incastrante, fotografia a livelli top e dialoghi da brivido. Con lacrime annesse. Questi i punti di forza di un film che andrebbe fatto studiare in tutte le scuole di cinematografia esistenti. A voi il film è piaciuto?

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