Il Cavaliere Oscuro Il Ritorno: la recensione in anteprima del film

Quando penso a Batman, penso all’eroe solitario che sgattaiola nel buio, riempie di cazzotti il cattivo di turno, e vola via, sorretto da un qualche marchingegno, ondeggiando il grosso mantello con le punte nere, senza intascarsi il “grazie” della vittima messa in salvo dal suo intervento. Esce dalla sua grotta con una motocicletta o una automobile super-figa e super-carrozzata, che la guida manco fosse un campione di Formula Uno in pista con la sua monoposto; e nella sua grotta rientra, dopo aver svolto un lavoro pulitissimo, come un teppista inseguito dalla polizia, che cerca rifugio in un covo di malviventi. I cazzotti di Batman fanno molto male e le sue armi, che non hanno nulla di magico o di extraterrestre, sono sempre perfette. Può compiere salti lunghi e atterrare senza subire alcun danno, oppure planare, a mo’ di pipistrello, ingombrante e leggiadro, ma mai goffo. Sembra un’atleta.

Penso poi a quanto sia emozionante la sfida con i super-cattivi che abitano la sua stessa città, Gotham, e la abitano di diritto, non vengono da Marte o dagli inferi della terra, ma sono suoi concittadini, giacché, senza il super-cattivo, Batman non avrebbe senso di esistere, e sia l’eroe che il cattivo sono frutti della società che li crescono.

Il Joker, ad esempio, è colorato, sbarazzino, roboante, si pone di fronte a Batman come un gatto randagio si porrebbe di fronte a un dobermann di guardia ad una villa. E’ il suo opposto. Vive tra i quartieri bassi della città, ha brama di denaro, ragiona a volte sì a volte no, usa armi rudimentali ed è appena appena simpatico. Batman è preciso, serio, silenzioso, il Joker invece fa un chiasso insopportabile, e non smette mai di sorridere, e questo scontro tra ordine e caos si combatte a mani nude e bombe che esplodono. Vince sempre Batman, ma a fatica.

O ancora, il Pinguino, è un cattivo megalomane, una sorta di Batman ingrassato con quell’1% di follia in più che fa la differenza sul punto di commettere una strage. E’ brutto e spaventa i bambini. Lui è più antipatico del Joker, che, anzi, ai bambini potrebbe quasi piacere. E tanti altri cattivi, multiformi, psicopatici, con storie immense da raccontare a chi si pone essi davanti, compaiono in quel microuniverso abitato da Batman e dagli altri pericoli pubblici. Un segnale nel cielo, inconfondibile, richiama l’intervento dell’uomo pipistrello ogni volta che il pericolo irrompe tra le strade, è sempre notte e Batman vince col favore delle tenebre.

Questo bellissimo immaginario su Batman ha avuto negli ultimi 8 anni due capolavori di film, che meglio non potevano rendere omaggio ad uno dei supereroi più famosi delle nostre città: “Batman Begins” e “Il Cavaliere Oscuro”, entrambi diretti da Christopher Nolan, e prodotti a Hollywood, con il bravo Christian Bale nei panni di Batman. Questa settimana è uscito il terzo capitolo della serie, intitolata “Il Cavaliere Oscuro Il Ritorno”, che chiude la trilogia di film. Le aspettative non sono state deluse: entrate in sala e chiudete gli occhi della realtà, c’è Batman sul grande schermo.

“Il Ritorno” è il termine giusto da utilizzare per questo terzo film, dato che, con le prime due pellicole, una spremuta di Batman al 100% era stata prodotta e confezionata per il cinema: l’oscuro eroe nasce in una città dannata, si fa le ossa, combatte contro il suo peggior nemico, vince e vola via. Si innamora, prende le sue responsabilità, matura, inventa, soffre, non convince lo Stato ma è amato dai cittadini. La storia poteva finire qui, senonché Batman ritorna in scena perché, a Gotham, è tornato un cattivo: Bane.

Il quale, al contrario del Joker, ha un passato ben definito, un piano da attuare e un obiettivo da raggiungere. Nei suoi confronti, troviamo un Batman un pò spiazzato: non si tratta più di un faccia a faccia, ma di una nuova prova tattica, fisica e spirituale da attuare nei confronti di un leader del terrore. Bane infatti prende il potere e mette in pericolo la cittadinanza, è un tiranno che ribalta una democrazia. I suoi piani hanno legami con la politica, le forze dell’ordine, la malavita, la religione; sembra un Dio sceso in terra contro il quale i soldi e le armi di Batman nulla possono fare.  Batman lo affronta la prima volta corpo a corpo, ma il suo nemico indossa una armatura, è alto due metri ed ha una muscolatura da wrestler, altro che il Joker, che Batman accartocciava con un pugno sui denti e un calcio in mezzo alle gambe. L’uomo pipistrello viene così messo ko e imprigionato, dovrà liberarsi e tornare a combatterlo, sapendo però di dover contare sull’appoggio di altre forze (un poliziotto e una abile ladra, CatWoman) per poter salvare Gotham da Bane. L’eroe solitario  diventa così capitano di una squadra. E vince di nuovo.

Che dire di questo film? E’ imperdibile, è un kolossal, vi rimane in testa come un sogno corposo ed emozionante. Potrebbe spiazzarvi la storia, dove Batman non è più soltanto un eroe oscuro, solitario, che combatte al buio contro un cattivo al quale dare la caccia, ma un personaggio pubblico con una grande responsabilità, che opera alla luce del sole e salva la vita a 14 milioni di persone, in un colpo solo. Ma ci farete (volentieri) la bocca.

10 e lode in pagella alla pellicola. Sembra che non ci sia un fotogramma fuori posto, e anzi, che ciascun fotogramma sia il migliore che avessero potuto scegliere. La sceneggiatura e la regia fanno l’amore, come in quasi tutti i film di Nolan; Batman viene rappresentato come una leggenda, bella da vedersi e piacevole da sentirsela raccontare, una leggenda che supera nel migliore dei modi una grandissima epopea. L’epopea della lotta del Bene contro il Male, che stavolta, forse, si combatte più con il cuore che con i muscoli, più con il tempismo che con le armi da fuoco, ma anche in questi termini, state sicuri, Batman si dimostrerà essere la vostra macchina da guerra preferita.

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