Festival Del Cinema Di Venezia 2013: chi ha vinto e chi è stato premiato?

Si è conclusa la Mostra del Cinema di Venezia 2013, manifestazione arrivata ormai alla sua 70 esima edizione. Andiamo quindi a dare uno sguardo a quelli che sono stati i premi assegnati. Innanzitutto, grande soddisfazione per il nostro Gianfranco Rosi che si è aggiudicato il premio più prestigioso, il Leone d’Oro! Il suo documentario, ‘Sacro Gra’, che racconta la vita ai margini del Grande Raccordo Anulare di Roma, ha incantato la giuria che ha deciso di assegnare proprio a lui il prestigioso riconoscimento.

 

Un premio che, stando allo stupore che ha suscitato tra il pubblico presente alla premiazione, è arrivato a sorpresa. Sicuramente erano di altrettanta alta qualità gli altri film in gara. Vediamo quindi quali sono stati gli altri premi assegnati: ‘Opera Prima –Premio Luigi De Laurentis’ va a ‘White Shadow’ di Noaz Deshe, il ‘Premio Speciale’ va al film tedesco ‘Die Frau des Polizisten’ di Philip Groning (pellicola sulla violanza domestica), ‘Migior Sceneggiatura’ a  ‘Philomena’ di Stephen Frears (film che è stato salutato da una vera e propria ovazione da parte del pubblico in sala). Al giovane coprotagonista di ‘Joe’ (al fianco di Nicolas Cage), Tye Sheridan, va il ‘Premio Mastroianni’ come attore emergente, ‘Coppa Volpi’ per la miglior interpretazione femminile va a Elena Cotta, coprotagonista del film di Emma Dante ‘Via Castellana Bandiera’, la ‘Coppa Volpi’ alla miglior interpretazione maschile va al greco Themis Panou per la sua incredibile performance nel film ‘Miss Violence’ (pellicola a cui va anche il Leone d’argento per la miglior regia, quella di Alexandros Avranas).

 

Infine, il ‘Gran Premio della Giuria’, che è andato al film ‘Jiaoyou (Stray Dogs)’ di Tsai Ming-Liang. Concludiamo con le parole del premiato Gianfranco Rosi che, parlando del suo ‘Sacro Gra’ vincitore del Leone d’Oro, ha detto: “Non dobbiamo avere paura del documentario. Ringrazio la mia ex moglie che mi ha costretto ad accettare questo film, quando io volevo addirittura lasciare Roma: ho iniziato ad amare questa città proprio attraverso il raccordo anulare”.

 

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