Dark Shadows Recensione: un affascinante gioco di luci ed ombre!


Tim Burton non delude mai e Dark Shadows è tutto ciò che dovrebbe essere, una dirompente tragicommedia che ha in sé il gusto dell’humor dark. Johnny Depp è “oro” che sgorga dalla mente geniale del visionario regista e l’ambientazione ch’egli ricrea è un perfetto incubo nel quale cercare l’amore e la magia, nel quale perdersi e mai più ritrovarsi o prendere un po’ in giro la cultura pop ed i figli dei fiori degli anni 70. L’amore, l’amore… Il più potente sentimento di tutti, che nessun sortilegio può creare. Tuttavia, un’amante ferita può maledire un amante che non la corrisponde, per l’eternità. Angelique Bouchard, pelle di porcellana e sorriso incantevole, è in realtà la strega che condanna Barnabas all’esilio ed agli Inferi, gettando una maledizione sull’intera stirpe dei Collins. Nel frattempo, si proietta, senza conseguenze per la sua glaciale bellezza, negli anni 70, anni in cui esercita il suo potere nel mercato del pesce della spettrale Collinwood, rubando lo scettro ai suoi fondatori, condannati a polvere, ricordi e vecchi ritratti di glorie passate.

Dark Shadows Recensione: un affascinante gioco di luci ed ombre!

Poi, dalla terra e non senza sacrificio, “risorge” Barnabas, ora vampiro assetato di sangue unicamente per merito dell’ingiusta maledizione. Il sangue scorre, ma, quando l’horror sembra prendere il sopravvento, ecco Barnabas che chiede al Demonio di rivelarsi, non comprendendo la natura deI fari o che trova “strambo” un terreno d’asfalto. Esiliato per 196 anni, Barnabas proprio non comprende i tempi moderni… Non conosce le auto, le mode del tempo, l’emancipazione femminile, ma una strada la conosce: è quella che lo riconduce al suo manierO. Quì incontra Elizabeth, assennata capofamiglia, il fratello infedele, Carolyn (una svampita adolescente con una natura segreta), David (bambino considerato pazzo, ma, in realtà, protetto dallo spirito della madre) e la Psichiatra Hoffman, una dottoressa col tarlo della bellezza, non eticamente eccepibile (l’attrice è la medesima che interpretò la Regina di Cuori in Alice In Wonderland. Perché, si sa, Burton sa riconoscere il folle talento e non lo lascia andar via facilmente…).

Ma fin dove può spingersi una vendetta? Se una donna ferita è anche una strega senza scrupoli nessun tormento potrà mai bastarle per saziare il vuoto del cuore. Ella vuol possedere Barnabas, scambiando quest’appropriazione per amore, lui che aveva davvero amato Josette, suicidatasi a causa di un sortilegio della strega gelosa. Ma il destino sembra replicarsi ed Angelique non vorrà esser messa in ombra dal combattivo Barnabas, deciso a dare nuovamente lustro agli affari di famiglia né accetterà mai l’arrivo di una nuova preferita, Victoria, assillata sin da piccola dallo spettro di Josette che cercherà, con successo, di ricongiungersi all’amato.

Dark Shadows Recensione: un affascinante gioco di luci ed ombre!

La scogliera rappresenta l’impetuoso desiderio di un amore che trascenda la morte; tutti vorremmo essere amati profondamente, donare il nostro cuore a qualcuno senza ritrovarlo fatto a pezzi. Ma, per Barnabas, l’unico modo per spezzare la maledizione è ricongiungersi, su quella scogliera dei deliri e dei sortilegi, con una Josette che, con lui, condividerà il peso e l’orrore che la condizione demoniaca impone. Ma l’amore richiede sacrificio, un sacrificio che nemmeno la morte può inficiare…

Dark Shadows Recensione: un affascinante gioco di luci ed ombre!

E, se avete visto la signorina Hoffman aprire subitamente gli occhi nelle profondità marine, ci sarà forse un nuovo, folle, magico, tenebroso e buffo sequel per quest’inquietante gioco di ombre dall’esito Humor?

Dark Shadows Recensione: un affascinante gioco di luci ed ombre!

Continua: Dark Shadows: si studia il cast per il film di Tim Burton