Contagion: se la paura sovrasta la pandemia!

Film totalmente sconsigliato agli ipocondriaci, la pellicola Contagion di Peter Soderbergh vuole indagare l’innescarsi del meccanismo fobico legato ad una malattia dagli esiti mortali, spesso più letale del virus stesso.

Contagion: se la paura sovrasta la pandemia!

Il realismo della pellicola nasce dal fatto che casi di pandemia generalizzata si siano verificati in tempi non sospetti. La Sars e l’H1N1, non per ultime, hanno generato il panico nella popolazione mondiale, risolvendosi, poi, fortunatamente, con un livello di mortalità inferiore rispetto alle aspettative.

La paura della morte e della malattia che causa la morte è insita nei meandri più profondi della psiche umana ed è proprio su questo che gioca il regista, con una commistione d’attualità disarmante e paure ancestrali.

Contagion: se la paura sovrasta la pandemia!

La trama non è delle più originali… Una pandemia che, inizialmente, pareva circoscritta al Giappone, s”irradia con facilità, a causa dei frequenti spostamenti umani, in tutto il mondo, causando più di due milioni di morti, in breve tempo. Si tratta di un nuovo virus per il quale non esistono anticorpi efficaci e studiarlo richiede un tempo assai più lungo di quello che esso impiega nell’infettare l’apparato respiratorio e celebrale umano, causando la morte.

La pellicola è efficace in quanto contrappone la necessità di sapere del popolo inerme e gli interessi delle grandi multinazionali del farmaco e della salute, caute o manipolatrici? Come si preserva un’intera popolazione da un virus sconosciuto e facilmente trasmissibile che provoca, in men che non si dica, una morte atroce? Come lo si può fare senza scatenare una comprensibile fobia sociale e la corsa ai generi di prima necessità?

Contagion: se la paura sovrasta la pandemia!

Laurence Fishburne, a capo del servizio di sanità internazionale, nella pellicola svolge un ruolo sospeso tra luce ed ombra. Perde una delle sue più fidate collaboratrici, mandata, con poche precauzioni, su un campo caldo d’infezione e si rende conto di come il sistema, spesso, sia non privo di contraddizioni. Perché, ad esempio, una volta trovato il vaccino per il nuovo e devastante virus sono gli stessi membri dell’Oms i primi a beneficiarne? Rendendosi conto di ciò, Ellis farà un gesto significativo che denoterà la sua profonda umanità a fronte dell’unico interesse di sopravvivenza di molti altri colleghi.

La stessa Gwyneth Paltrow svolgerà nel film un ruolo centrale ed uno dei più “neri” mai interpretati. Matt Demon sarà il suo consorte, uomo provato dalla malattia, ma solo per riflesso e nel cuore, nell’anima! Marion Cotillard sarà una dottoressa che proverà sulla sua pelle la sfortuna di essere gli ultimi al mondo ad avere il diritto di curarsi (bambini compresi!).

Jude Law avrà un ruolo chiave; quello del blogger intento a smascherare gli interessi e le bugie delle multinazionali del farmaco; ma la sua figura di reporter-manifestante non sarà lo stesso priva di ombre. Soderbergh riesce a restare a metà tra dubbio e certezza, tra le ombre dell’interesse e quelle della disinformazione ugualmente interessata!

Giocare sulla paura più basilare di tutte, quella della morte, è estremamente facile, ma riuscire a far affiorare il brivido disturbante del contagio è un’impresa che solo i grandi registi riescono a compiere! Contagion, un viaggio disturbante tra fobie, dubbi, certezze e morte!

Contagion: se la paura sovrasta la pandemia!