Affati on line: i players in crescita

Introduzione

Certo, se si va a guardare nella rete internet italiana i dati non sono molto incoraggianti: manca davvero quella spinta vitale che si può osservare altrove, anche perché, bisogna sottolinearlo, il nostro paese si trova in fondo a tutte le classifiche europee per quel che riguarda la diffusione della banda larga, ma anche in relazione alla frequentazione del web. Ma non vi sono solamente notizie negative, visto che la tendenza deve comunque essere invertita; in effetti, da qualche tempo alcuni imprenditori italiani stanno tentando di effettuare investimenti proprio sui media digitali. Molto importante in questo senso è il recente acquisto di Blogpapel, vale a dire il principale indicizzatore italiano di blog.

 

Le strategie di internet

C’è da dire che questa operazione non ha rappresentato assolutamente nulla di epocale: si tratta infatti qualche decina di migliaia di euro destinati a un sito che sostanzialmente viene frequentato più che altro dai fruitori dei blog, blogger e dai loro amici e parenti. Il gruppo imprenditoriale a cui ci riferiamo fa capo a Paolo Anio, il quale ha comunque concluso con questo acquisto un lungo periodo di shopping, grazie al quale è riuscito ad accumulare un numero davvero interessante di luoghi virtuali, alcuni dei quali sono abbastanza conosciuti: possiamo infatti citare gli esempi di Altervista (la piattaforma editoriale per contenuti che sono prodotti dagli utenti) o Studenti.it (raccoglie informazioni per ragazzi delle superiori e dell’università), ma anche Soldionline (attivo nella finanza), Zingarate.com (offre spunti e consigli sui viaggi a basso prezzo) e, infine, ePrice (vendita di articoli del settore elettronico). Tutti questi siti fanno ormai parte della famiglia aziendale Banzai, impresa ai primi posti fra gli operatori del nostro paese attivi sul web.

 

Come funziona l’azienda

Nel solo 2008 Banzai è riuscita a fatturare ben 50 milioni di euro, con la prospettiva di raggiungere il punto di pareggio proprio alla fine di quest’anno. L’azienda riesce ad essere attiva, “mescolando”, per così dire, i vari metodi (comunque non tantissimi) con cui oggi si può riuscire a ricavare degli introiti su internet; in modo particolare, si usufruisce dell’e-commerce e del Web 2.0, sistemi usati per creare un numero sempre maggiore di siti a cui aggiungere poi della pubblicità. In questo senso, il già citato acquisto di Blogpapel rappresenta una sorta di ciliegina sulla torta, il marchio più interessante dell’intero gruppo: parlare di Blogpapel significa in sintesi parlare di Liquida.it. Per essere più precisi, stiamo parlando di una via di mezzo tra una testata giornalistica e un vero e proprio motore di ricerca, il quale ha l’ambizione non troppo celata di andare a raccontare agli internauti tutto quello che di più interessante appare, sia in termine di notizie e approfondimenti che in termini di opinioni di qualsiasi tipo, sui blog del nostro paese. È ovvio, comunque, che non si fa riferimento a tutti i blog presenti in Italia, sarebbe un’operazione quasi impossibile: Liquida è riuscito a scremarne circa 15.000, provvedendo a eliminare quei siti che non possono destare un reale interesse o che non sono destinati a un pubblico troppo variegato, come quelli in cui i blogger si limitano a parlare di argomenti come i voti presi a scuola o della loro nuova fidanzata, solo per fare due esempi. Dopodiché, un sistema misto uomo-algoritmo va a stabilire quali sono i post che hanno una dignità per meritare l’ingresso nella homepage e quelli che invece devono essere comunque ripresi e pubblicati, consentendo in questo modo alla ricerca da parte dell’utente di essere localizzata sulla città specifica in cui si abita o che sia verticale sui suoi interessi principali. È in questo modo che Liquida riesce a raccontare il mondo come viene visto dalla blogosfera e dalla sua fetta più prettamente giornalistica: e tutto ciò viene realizzato con un numero molto ridotto di dipendenti.

 

Gli obiettivi dell’azienda

Utilizzando lo stesso tipo di logica che abbiamo appena esaminato, vale a dire un uso selezionato dei contenuti che sono proposti dagli utenti, anche un altro sito appena rilasciato dalla “fabbrica” Banzai intende perseguire gli stessi obiettivi. Questo sito si chiama Sapendo.it e si basa essenzialmente sul metodo “how to do”, ovvero come riuscire a portare a termine determinate operazioni del tipo più svariato (ad esempio, come riconoscere i funghi velenosi, come preparare un determinato piatto…). I contenuti di Sapendo.it vengono inviati dagli utenti, ma la loro pubblicazione ha luogo solamente nel caso venga riconosciuta dalla redazione una certa qualità accettabile. Se questa qualità viene approvata, allora la stessa redazione provvederà a retribuire gli autori dei pezzi (si arriva fino a cinque euro di pagamento). In conclusione, sono dei piccoli passi verso quel mondo di under 30 (ma non solo loro) che anche in Italia tende a guardare sempre meno la televisione, ma ha il pc accesso anche sei-sette ore al giorno. È proprio questo pubblico che ha consentito alla pubblicità sul web di essere l’unica forma mediatica con il segno positivo nell’ultimo anno.

 

 

 

SIMONE RICCI

Borsa
  • Scrittore e Blogger
Suggerisci una modifica